Suzanne, la scienziata ritrovata in un bunker  

Pubblicato da in data 11 Luglio 2019

Suzanne, la scienziata ritrovata in un bunker

(Foto da Facebook)

Pubblicato il: 12/07/2019 09:33

Morta per asfissia, questo il verdetto, riferisce CNN, che la Polizia greca ha diffuso all’indomani del ritrovamento del corpo di Suzanne Eaton, scienziata americana scomparsa da Chania, zona nord occidentale di Creta, e trovata in un vecchio bunker usato dai nazisti a Xamoudochori. Suzanne a Creta si trovava per motivi lavorativi, c’era un convegno nell’Accademia ortodossa di Gonia cui la biologa e ricercatrice dell’Istituto Max Planck di Dresda, avrebbe dovuto partecipare come relatrice. Il 2 luglio, dopo una mattinata di conferenze, era uscita per qualche ora di jogging, sua grande passione secondo i familiari, e non era più tornata.

Amici e colleghi, dopo i primi momenti di sgomento, avevano creato una pagina Facebook per riunire tutte le informazioni e segnalazioni sulla collega, “Searching for Suzanne“, dove era stata diffusa una foto di lei e delle sue scarpe da corsa. La biologa era una runner esperta, la grotta dove il corpo è stato ritrovato si trovava a oltre 5 chilometri dal complesso universitario, riferisce CNN. Il bunker fa parte di una rete di gallerie sotterranee che dopo il 1941 i soldati del regime nazista costruirono per potersi muovere indisturbati nell’isola, ed è spesso meta di trekking per esperti. “Probabilmente a causa del caldo e del terreno accidentato, Suzanne deve aver cercato un posto all’ombra e potrebbe essere caduta” si legge su un post Facebook.

Le Forze dell’ordine greche hanno annunciato di aver aperto un’indagine per omicidio, mentre altre indiscrezioni non confermate sulle condizioni del corpo della ricercatrice riferiscono che potrebbe avere mutilazioni sul volto. Suzanne era sposata con il noto scienziato inglese Tony Hyman e aveva due figli. Oggi la famiglia ringrazia pubblicamente per l’aiuto ricevuto nei giorni trascorsi tra la sparizione e il ritrovamento, confermando di non poter commentare sulle indagini in corso.

“Suzanne era una scienziata eccezionale e un essere umano meraviglioso – scrive in una pagina a lei dedicata, l’Istituto di Dresda in cui lavorava – È stata una persona chiave, un pilastro fondamentale dell’Istituto fin dall’inizio. Ha giocato un ruolo importante nel rendere l’MPI-CBG uno dei principali istituti al mondo – e nel fare di Dresda un faro di scienza conosciuto in tutto il mondo. La Max Planck Society ricorderà per sempre Suzanne per tutto ciò che ha contribuito alla nostra comunità e ben oltre”.

“Mia madre era una donna straordinaria – scrive il figlio Max, in un appello commovente – È riuscita a vivere una vita con pochi rimpianti, bilanciando la sua vita personale con la sua carriera. Mentre crescevo, la sua brillantezza come scienziato cominciò ad avere la meglio su di me. Ho molti bei ricordi di lei e mio padre che suonano insieme duetti, riempiendo la nostra casa di un suono bello, gioioso che era unico per loro, e avrò per sempre a cuore il ricordo di me seduto sul pavimento, mentre li guardo e ascolto la cosa che li ha uniti”.


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