Savoini non risponde ai pm  

Pubblicato da in data 14 Luglio 2019

Caso Russia, governo diviso

(Afp)

Pubblicato il: 15/07/2019 07:15

Il caso sui presunti fondi russi alla Lega scuote l’esecutivo, che ora appare diviso a metà. Da una parte Conte e Di Maio, che ieri si sono appellati alla trasparenza per spingere l’alleato Salvini a spiegare in Parlamento il ruolo del Carroccio nella vicenda. Dall’altra il leader leghista, che finora ha sempre negato il coinvolgimento di Savoini come referente su Mosca per il partito. E il cui silenzio dopo le parole del premier e del collega vice, racconta molto della tensione che si respira in queste ore a Palazzo Chigi.

Ieri Luigi Di Maio è intervenuto su Facebook per tirare le somme di quanto è avvenuto negli ultimi giorni. Senza mai nominare Salvini, il ministro ha spiegato a chiare lettere “qual è l’Abc del fare politica per il MoVimento 5 Stelle” e cosa un esponente di governo dovrebbe fare in casi particolari: “Quando il Parlamento chiama – ha scritto – il politico risponde, perché il Parlamento è sovrano e lo dice la nostra Costituzione”. E ancora: “Quando si ha la certezza di essere strumentalizzati, l’aula diventa anche un’occasione per dire la propria, difendersi e rispondere per le rime alle accuse, se considerate ingiuste” e, soprattutto, “se ci sono sospetti su finanziamenti ai partiti, si fa una commissione di inchiesta per tutti i partiti”. A fargli eco in serata, ecco quindi arrivare Giuseppe Conte. Più diplomatico del suo vice, il premier ribadisce la fiducia nel ministro dell’Interno ma avverte: “Dobbiamo trasparenza e io, per quanto mi riguarda, l’ho resa nella massima forma”. E ancora: “Lascio alla magistratura il compito di investigare, quindi la chiarezza spetta farla la magistratura – ha sottolineato il premier -. Nel corso delle indagini sarà fatta chiarezza, sarà offerta la possibilità di fornire tutti i chiarimenti possibili e immaginabili”.

Fiducia, certo, ma intanto una nota di Palazzo Chigi ‘inguaia’ Salvini, scaricando sul leader del Carroccio – e in ogni caso sulla Lega – la responsabilità della presenza di Savoini alla cena di Villa Madama con Putin: “Gianluca Savoini – si legge – è stato accreditato al forum Italia Russia da Claudio D’Amico, consigliere per le attività internazionali di Matteo Salvini“. Puntualizzazione che, di fatto, smentisce le precedenti affermazioni del leghista in merito, alzando inevitabilmente la tensione nel governo.


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