Arrestato il mullah Krekar  

Pubblicato da in data 15 Luglio 2019

Arrestato il mullah Krekar

(Afp)

Pubblicato il: 16/07/2019 12:27

Il mullah Krekar, al secolo Najmuddin Faraj Ahmad, è stato arrestato a Oslo dalla polizia norvegese su richiesta delle autorità italiane. L’arresto è avvenuto nella tarda serata di ieri, dopo che poche ore prima la Corte d’Assise di Bolzano aveva condannato Krekar a 12 anni di carcere perché ritenuto il leader spirituale della cellula jihadista Rawthi Shax, che nell’autunno del 2015 venne smantellata dopo un’indagine dei carabinieri del Ros di Trento.

Un video pubblicato sul sito del quotidiano norvegese VG mostra le fasi in cui Krekar viene prelevato dagli agenti norvegesi dalla sua abitazione. Secondo quanto riferito da un portavoce del Pst, il servizio di sicurezza della polizia norvegese, Krekar dovrebbe comparire mercoledì davanti a un giudice, che dovrà decidere sui termini dell’eventuale custodia cautelare. Il legale di Krekar, Brynjar Meling, ha annunciato che si opporrà al provvedimento. In precedenza, le autorità norvegesi avevano dichiarato che non si sarebbero opposte a un’eventuale richiesta di estradizione in Italia, a seguito di una condanna. Il 61enne Krekar, residente in Norvegia dal 1991 dopo avere ottenuto asilo perché in fuga dal Kurdistan iracheno, è stato più volte al centro di vicende giudiziarie legate al terrorismo di matrice islamica.

DA 20 ANNI NEL MIRINO DELL’INTELLIGENCE – E’ dall’inizio degli anni 2000 che Najmuddin Farah Ahmad, alias mullah Krekar, è motivo di allarme e imbarazzo per le autorità norvegesi e, con il crescere della sua fama, per i servizi di intelligence di mezzo mondo, a cominciare da quelli statunitensi. L’inchiesta del Ros di Trento, per la quale è stato condannato a 12 anni di reclusione dalla Corte d’Assise di Bolzano è, per certi versi, la riproposizione di altre inchieste che lo hanno riguardato nel corso di questi anni. A cambiare, col mutare delle gerarchie nell’universo jihadista, è l’alleato di turno al quale gli inquirenti hanno accostato Krekar: un tempo Al Qaeda, oggi lo Stato Islamico. Sessantatré anni, di origini curdo-irachene, nel 1991 trovò rifugio in Norvegia, sfuggendo alle repressioni di Saddam Hussein nel nord dell’Iraq. A differenza della moglie e dei quattro figli, Krekar non ha la cittadinanza norvegese. Questo ha consentito alle autorità di Oslo di emettere fin dal 2003 nei suoi confronti vari ordini di espulsione, tutti contestati da Krekar in tribunale e di fatto non eseguibili, per il fatto che il mullah, se consegnato alle autorità del governo regionale curdo, potrebbe essere condannato a morte.

Nel 2001, mentre godeva del diritto di asilo in Norvegia, Krekar per sua stessa ammissione fondò nel Kurdistan iracheno il gruppo islamista Ansar al Islam, una sigla che poi ricomparve anche durante il lungo e sanguinoso dopoguerra che fece seguito alla caduta di Saddam Hussein. L’obiettivo di Ansar Al Islam era la creazione di uno stato autonomo fondato sulla sharia. Krekar si dissociò dalle violenze commesse dal gruppo in Kurdistan, sostenendo di averne abbandonato la leadership prima della deriva jihadista. Nel 2006 fu inserito nella lista antiterrorismo dell’Onu. L’anno successivo la Corte suprema norvegese stabilì che Krekar era un “pericolo per la sicurezza nazionale”, emanando un nuovo ordine di espulsione. Nonostante questo, entrando e uscendo dai tribunali e finendo a più riprese in carcere, Krekar ha continuato in questi anni, più o meno indisturbato, a lanciare proclami, a minacciare di morte i suoi avversari, come l’ex premier conservatore norvegese Erna Solberg. E ha continuato a raccogliere proseliti. Fino al nuovo – e probabilmente definitivo – stop impostogli dall’operazione ‘Jweb’ del 2015, per la quale ieri è arrivata la condanna in Italia.


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