“Il Francesco del Metropol sono io”  

Pubblicato da in data 15 Luglio 2019

Il Francesco del Metropol sono io Ma la procura non conferma

Immagine di archivio (IPA /FOTOGRAMMA)

Pubblicato il: 16/07/2019 20:24

“Il Francesco del Metropol sono io”. Sono le 18:30 quando alla redazione di Milano dell’AdnKronos arriva una mail firmata da tale Francesco Vannucci, nella quale si sostiene che il terzo italiano presente alla riunione del 18 ottobre a Mosca con Gianluca Savoini e l’avvocato Gianluca Meranda sia un esperto bancario che “da anni collabora” proprio con Meranda.

Nella mail l’uomo scrive testualmente: “Io sottoscritto Vannucci Francesco, nato a Suvereto (Li) il 11/12/1956, intendo comunicare che in ordine alla vicenda chiamata dalla stampa ‘Moscopoli‘ e segnatamente con riferimento all’incontro del 18/10/2018 presso l’hotel Metropol di Mosca, ero presente in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l’avvocato Gianluca Meranda. Specifico inoltre che lo scopo dell’incontro era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non vi sono state situazioni di natura diversa rispetto a quelle tipiche previste dalle normative che disciplinano i rapporti d’affari. Sono profondamente dispiaciuto di essere indicato in modo a volte ironico, a volte opaco, con lo pseudonimo di ‘NONNO FRANCESCO’; così come sono profondamente rammaricato di dover con questa mia nota interrompere la privacy mia e della mia famiglia. Confido nella serietà della Magistratura italiana nel capire le chiare dinamiche di questa vicenda. Cordialità. Francesco Vannucci”.

Una modalità, quella con cui Vannucci rivela la sua identità e conferma la sua presenza al vertice moscovita finito al centro dell’inchiesta milanese per corruzione internazionale, che ricalca quella di Meranda con il quotidiano ‘La Repubblica’. Anche per questo motivo, e per l’ammissione di Vannucci circa la collaborazione con l’avvocato d’affari di origini calabresi, abbiamo contattato via WhatsApp lo stesso Meranda. A precisa domanda, se confermasse l’identità di Vannucci e il contenuto della mail, il legale ha confermato entrambe le cose, sottolineando: “Se la nota dice che è lui il terzo italiano, non posso smentirla”.

Un ulteriore riscontro è arrivato dallo stesso Vannucci che, al telefono, ha spiegato: “Mi ha dato il vostro numero un avvocato, confermo quello che ho scritto e questo è tutto quello che ho da dire ora”.

L’identità di Vannucci viene però prima smentita seccamente ai piani alti del Tribunale di Milano e poi da altri inquirenti “non confermata”. Fonti investigative invitano ad andarci con i piedi di piombo perché tutta la storia è alquanto scivolosa. Sarà la procura, nelle prossime ore, a chiarire questo ulteriore passaggio ed eventualmente a convocare Vannucci.


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