Caso Siri, Arata: “Politici come banche, paghi e li usi”  

Pubblicato da in data 21 Luglio 2019

Caso Siri, Arata: Politici come banche, paghi e li usi

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 22/07/2019 17:32

di Daniele Dell’Aglio

“Un po’ i politici li conosciamo ma i politici sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non è che c’è l’amico politico, non c’è l’amicizia in politica”. Così parlava lo scorso 20 settembre Paolo Arata, ex parlamentare di Forza Italia e consulente della Lega, indagato dalla Procura di Roma per corruzione, in un colloquio con un imprenditore contenuto nell’informativa della Dia di Trapani. “Nei giorni precedenti alla formazione dell’attuale governo” si legge nell’informativa, “Paolo Arata si prodigava, su richiesta esplicita di Armando Siri, affinché quest’ultimo ottenesse un importante incarico”.

In un passo dell’informativa della Dia Arata diceva: “Ci mettiamo mano al 100% al decreto sulle rinnovabili, l’ho fatto bloccare”. In una conversazione del 17 maggio 2018 tra Paolo Arata e il figlio Francesco, riportata nell’informativa della Dia di Trapani, l’imprenditore indagato per corruzione, “forte della provata disponibilità di Armando Siri, che gli aveva consentito di bloccare il cosiddetto ‘decreto Calenda’ e fiducioso nel fatto che lo stesso senatore avrebbe a breve ricoperto un rilevante incarico di governo, diceva al figlio che grazie a Siri, appunto, avrebbero avuto la possibilità di far inserire nel prossimo decreto sulle rinnovabili norme di favore rispetto ai loro investimenti siciliani in quel settore come detto condivisi con il noto Vito Nicastri”. “Ci mettiamo mano al 100% al decreto sulle rinnovabili, l’ho fatto bloccare Quindi dobbiamo lavorarci un po’ bene anche sul fotovoltaico Datemi qualche idea di cosa volete che venga messo dentro- diceva Paolo Arata al figlio -. Lui (Vito Nicastri ndr) se la studia e ci facciamo mettere le cose che ci interessano a noi”… “E facciamo mettere quello che vogliamo – prosegue -. Facciamo a provare subito nel giro di un mese e lo mandiamo via”.


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