Il 6% dei giovani vittima di cyberbulli nell’ultimo anno  

Pubblicato da in data 22 Luglio 2019

Il 6% dei giovani vittima di cyberbulli nell'ultimo anno

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/07/2019 15:35

Il 6% dei ragazzi dai 9 ai 17 anni sono stati vittime di cyberbullismo nell’ultimo anno, mentre il 19% di loro ha assistito ad un episodio di discriminazione online. E’ quanto emerge dall’indagine EU Kids Online 2017 realizzata dal Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con il Miur. I dati della ricerca, realizzata su un campione rappresentativo di circa 1000 ragazze e ragazzi dai 9 ai 17 anni, sono stati presentati oggi dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti durante un’audizione parlamentare nell’ambito dell’indagine conoscitiva su bullismo e cyberbullismo.

Dall’indagine si evince inoltre che è ancora alto il numero di ragazzi che sono indifferenti ai rischi di internet: sono infatti circa il 35% coloro che ignorano il problema sperando si risolva da solo; solo il 10% modifica le proprie impostazioni di privacy in seguito a un’esperienza negativa. Più bassa ancora, solo il 2%, la percentuale di coloro che segnalano contenuti o contatti inappropriati ai gestori delle piattaforme. E se i giovani decidono di rivolgersi a qualcuno, sono indirizzati prevalentemente verso i propri ad amici (47%) o genitori (38%).

I DATI – Secondo le rilevazioni, durante i periodi di fine 2016 e fine 2017 il 20% dei giovani sarebbe stato vittima di atti di bullismo. Dato confermato anche per il 2018, con una lieve flessione al 19%. L’andamento è simile anche per i fenomeni di vittimizzazione online: si va dal 10% di fine 2016, al 12% del 2017, per decrescere al 9% a metà del 2018. Complessivamente, dai risultati emerge che la vittimizzazione è ancora più frequente in modalità face-to-face che attraverso i social network e la rete. Rilevante anche la percezione dei testimoni o spettatori degli episodi: più del 50% dei giovani intervistati ha dichiarato di aver osservato episodi di bullismo e vittimizzazione in classe. La percentuale scende intorno al 30% per gli episodi verificatisi online.

L’adescamento online, ulteriore fenomeno analizzato dall’indagine, sembra coinvolgere una buona parte dei giovani italiani: il 18% ha riferito di essere stato infastidito sul web durante il periodo che va dal 2016 al 2018. La percentuale quasi raddoppia, oscillando tra il 43% al 48%, se si considera la visualizzazione di siti con immagini violente. Risulta infine particolarmente allarmante la pratica, diffusasi di recente anche tra gli adolescenti, di inviare o ricevere foto o video provocanti o relativi a momenti intimi propri e altrui: il cosiddetto sexting. Sebbene i dati mostrino una diffusione della pratica inferiore rispetto agli altri comportamenti a rischio, evidenziano comunque un incremento del fenomeno, che è passato dal 7% del 2016 al 9% del 2018.

BUSSETTI – “Di fonte a tali fenomeni che sono in continua evoluzione, proprio perché legati all’uso delle nuove tecnologie, occorre promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte non solo ai ragazzi, ma all’intera comunità scolastica”, ha detto oggi il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti. “Ho predisposto all’inizio del mio mandato la costituzione al ministero di un gruppo di Lavoro specifico per il Bullismo e la Prevenzione – ha continuato Bussetti -, che concluderà nei prossimi mesi il proprio lavoro. Il tavolo di lavoro si è proposto e si sta adoperando per sistematizzare l’analisi descrittiva del fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo; determinare gli indicatori comportamentali delle vittime e dei bulli nonché la tipologie di cyberbullismo; stendere protocolli specifici per interventi nei casi acuti; definire un sistema sociale di protezione a livello territoriale con azioni concrete ed efficaci; ed elaborare delle Linee Guida per la prevenzione, il contrasto del bullismo e del cyberbullismo e il supporto alle scuole e agli insegnanti”.

Il ministro ha continuato illustrando alcuni provvedimenti adottati per implementare l’uso la tecnologia contro il diffondersi degli episodi di violenza: “oltre ai 35 milioni nel Piano Nazionale Scuola Digitale stanziati a dicembre 2018, abbiamo stanziato oltre 100 milioni da investire per la creazione di nuovi laboratori per le discipline Stem all’avanguardia della tecnologia, ambienti didattici innovativi e nuove biblioteche”. E ancora, l’istituzione di équipe formative territoriali, “una task force di 120 docenti” che servirà a promuovere “l’innovazione metodologico-didattica, lo sviluppo di progetti di didattica digitale, cittadinanza digitale, economia digitale, educazione ai media”, ha aggiunto.


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