Carige: ora la conta dei ‘vecchi’ soci, Malacalza non scioglie riserva  

Pubblicato da in data 24 Luglio 2019

Piano Carige in Bce, ora conta 'vecchi' soci

Pubblicato il: 25/07/2019 18:52

Il paracadute del Fondo interbancario sull’aumento di Banca Carige adesso c’è e arriverebbe fino quasi a 700 milioni tra schema volontario e consorzio vero e proprio, ma se i vecchi (e sempre attuali) soci riuscissero a mettere tutti quei 150 milioni di euro stimati dal Fitd come loro ‘apporto’ possibile alla ricapitalizzazione sarebbe meglio. Il nodo vero, ora che lo schema di intervento con il partner industriale Cassa centrale banca sta per partire (e una lettera di intenti sarà spedita entro oggi a commissari e Bce), è capire se i soci parteciperanno all’aumento di capitale da 700 milioni cash. E in che termini.

Da quanto si è stati in grado di capire, sono proprio i Malacalza con il loro 27,5% del capitale della banca gli unici a non aver dato segnali sull’operazione ai commissari, a differenza degli altri soci che avrebbero grossomodo dato il loro benestare, anche informale, alla ricapitalizzazione. L’aumento dovrà essere approvato dall’assemblea degli azionisti, che si spera di convocare per settembre.

Il rischio Malacalza, che già all’assise di dicembre scorso con il loro ‘no’ all’aumento diedero il via al commissariamento dell’istituto, è già stato arginato dalla disponibilità del Fitd obbligatorio a sottoscrivere l’inoptato. Ma nuovi colpi di scena non sarebbero graditi, tantomeno dalla Bce. Ad ogni modo, per mantenere la loro quota con questi numeri, i Malacalza dovrebbero investire circa 180-190 milioni, ma nessuno pensa che dopo i circa 420 milioni sborsati – e persi – in questi anni da azionisti rilevanti della banca ligure, Vittorio e figli possano essere ancora disponibili a mettere in banca cifre di questa taglia.

Tra l’altro, c’è da considerare la futura convivenza con quello che è destinato a diventare azionista di maggioranza della banca dopo gli acquisti con un’opzione call (a sconto) delle azioni del Fitd, ovvero la trentina Cassa Centrale Banca.

Dei soci, nell’ordine, restano da considerare Gabriele Volpi, con il suo 9%, Raffaele Mincione, che dovrebbe essere rimasto al 4,9%, Aldo Spinelli, con una quota attorno all’1% e Coop Liguria con lo 0,4%. La vera partita, dopo che la Bce avrà approvato il nuovo piano, è capire cosa avranno intenzione di fare loro, insieme ai Malacalza. Di positivo, in questi giorni di trattative serrate, è la risposta del mercato alla prospettiva di un bond subordinato Carige da 200 milioni di euro e di cui Cassa centrale banca sottoscriverà la metà.

Sempre secondo quanto appreso da una fonte, c’è grande interesse e anche qualche impegno già formalizzato. Indiscrezioni di stampa parlano di Mediolanum, Amissima e Cattolica tra i possibili sottoscrittori. I ritorni del prestito, infatti, sarebbero considerati ‘allettanti’ visto che la cedola potrebbe essere vicina all’8% o al 9%. Di nuovo, tuttavia, per far partire anche questa parte dell’operazione serve il via libera degli organi del Fondo interbancario, consiglio e comitato di gestione del Fitd, che si riuniranno martedì a Milano.


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