Meno incidenti, ma più vittime tra i giovani  

Pubblicato da in data 24 Luglio 2019

Meno incidenti, ma più vittime tra i giovani

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Pubblicato il: 25/07/2019 13:40

Il numero dei morti torna a diminuire rispetto al 2017 (-53 unità, pari a -1,6%) dopo l’aumento registrato lo scorso anno. Secondo i dati diffusi dall’Istat nel 2018 sono stati 172.344 gli incidenti stradali con lesioni a persone in Italia, in calo rispetto al 2017 (-1,5%), con 3.325 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 242.621 feriti (-1,7%). Tra le vittime risultano in aumento i pedoni (609, +1,5%), i ciclomotoristi (108, +17,4%) e gli occupanti di autocarri (188, +15,3%). Sono in diminuzione, invece, i motociclisti (685, -6,8%), i ciclisti (219, -13,8%) e gli automobilisti (1.420, -3,0%).

Sebbene il numero dei morti sia complessivamente in diminuzione, aumentano, segnala l’Istat, le vittime sulle autostrade – da 296 nel 2017 a 327 nel 2018, +10,5% – a causa dell’incidente stradale avvenuto il 14 agosto 2018 sul Ponte Morandi della A10 Genova-Savona-Ventimiglia, che ha coinvolto numerosi veicoli e causato 43 vittime. Il numero degli incidenti con esito mortale sulle autostrade rimane comunque sostanzialmente invariato – da 253 a 255 tra il 2017 e il 2018. Sulle strade extraurbane e urbane le vittime diminuiscono (rispettivamente 1.596, -1,2% e 1.402, -4,4%).

Delle 3.325 vittime nel 2018, 2.667 sono uomini e 658 donne. I conducenti deceduti sono 2.253 (2.029 uomini e 224 donne), i passeggeri 463 (249 uomini e 214 donne) e i pedoni 609 (389 uomini e 220 donne). Per gli uomini, si registrano picchi per le classi di età 20-24, 40-44 e 55-59 anni; per le donne, invece, i livelli massimi si rilevano per le classi tra i 70 e gli 84 anni, con un’incidenza molto maggiore di vittime nel ruolo di pedone. Rispetto all’anno precedente, le vittime aumentano tra i giovani di 15-29 anni e tra gli individui in età 70-74 anni mentre diminuiscono tra i bambini (0-14 anni) (34 nel 2018, 9 in meno). Tuttavia, l’obiettivo di ‘vision zero’ riguardo le vittime tra i bambini, stabilito nel Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020, non è ancora stato raggiunto. I feriti, infine, sono prevalentemente giovani, soprattutto nella classe 20-29 anni. Ponendo ancora l’attenzione sulla sicurezza stradale dei bambini tra 0 e 14 anni, è rilevante notare che tra i bambini di 2-9 anni il 25% dei morti e feriti si trovava sul sedile anteriore del veicolo al momento dell’impatto

I mesi estivi si confermano il periodo con il maggior numero di incidenti stradali e vittime e con il tasso di occupazione delle autovetture più alto. In particolare giugno e luglio presentano picchi per numero di incidenti – quasi 17mila ogni mese – e luglio e agosto per le vittime – oltre 700 in totale. Agosto è il mese peggiore anche per la pericolosità – 2,7 morti ogni 100 incidenti – ma sulle strade extraurbane si raggiungono le 6 vittime ogni 100 incidenti, che salgono a quasi 15 nel caso di sinistri per scontro frontale. Va inoltre sottolineato che sul valore dell’indicatore relativo all’agosto dell’anno scorso il crollo del Ponte Morandi a Genova ha avuto un riflesso rilevante.

L’83% circa degli incidenti avviene in condizioni di tempo sereno. In caso di pioggia la proporzione di incidenti è più elevata fuori dall’abitato (12,4%) rispetto alle strade urbane (9.5%). Analogamente, gli incidenti segnalati dagli organi di rilevazione in presenza di nebbia, grandine, neve o vento forte sono più frequenti fuori abitato (10,4%) rispetto all’ambito urbano (6,1%). Sebbene gli incidenti stradali avvengano prevalentemente con il sereno, gli indici di mortalità per ora del giorno presentano livelli differenti a seconda delle condizioni meteo. In presenza di pioggia o nebbia, valori particolarmente elevati dell’indice si osservano alle 6 del mattino e alle 12 (4,4 vittime ogni 100 incidenti), ora di punta della giornata per gli spostamenti casa-lavoro; con il sereno l’indice di mortalità è invece più elevato tra l’una e le 6 del mattino (valori compresi tra 4,1 e 5,5).

Gli incidenti derivano soprattutto da comportamenti errati. Tra i più frequenti si confermano la distrazione alla guida, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 40,8% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada risultano in diminuzione rispetto al 2017; le più sanzionate sono l’inosservanza della segnaletica, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza a bordo e l’uso del telefono cellulare alla guida; in diminuzione le contravvenzioni per eccesso di velocità.

Nel 2018 le prime iscrizioni di veicoli aumentano solo dell’1% rispetto all’anno precedente mentre il parco veicolare cresce dell’1,3%. Le percorrenze autostradali sui circa seimila chilometri della rete in concessione mostrano una sostanziale stabilità (+0,4%), con un aumento del 2,3% rispetto al 2017 solo per i veicoli pesanti, con oltre 84 miliardi di km percorsi.

Nell’Unione europea, il numero delle vittime di incidenti stradali diminuisce nel 2018, seppure in misura contenuta (-1% rispetto al 2017): complessivamente, sono state poco più di 25mila contro 25.321 del 2017. Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19,2% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2018 si contano 49,1 morti per incidente stradale nella Ue28 e 55,0 nel nostro Paese, che sale dal 18° al 16° posto della graduatoria europea.


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