Conte: “Ue-Usa resta asse portante”  

Pubblicato da in data 25 Luglio 2019

Conte: Ue-Usa resta asse portante

(Afp)

Pubblicato il: 26/07/2019 13:08

“Sin dal mio primo impegno internazionale, il vertice G7 in Canada, ho stabilito un rapporto personale cordiale e proficuo con Donald Trump. Ho sempre trovato nel presidente degli Stati Uniti un interlocutore attento alle esigenze, alle priorità e ai legittimi interessi italiani”. Il premier Giuseppe Conte inizia con una rassicurazione, parlando del rapporto Italia-Usa, il suo intervento alla Conferenza degli ambasciatori alla Farnesina.

Il Presidente del Consiglio ribadisce la vicinanza al governo statunitense, ma chiarisce: “Uno dei temi centrali dell’attuale dibattito riguarda inevitabilmente la complessità del più ampio rapporto fra gli Stati Uniti e l’Ue, che ritengo debba rimanere un asse portante dello scenario geopolitico, ma che è messo oggi alla prova dal contesto frammentario e frammentato della globalizzazione”.

L’Unione europea deve cambiare, secondo Conte, ed è questa la priorità anche per i cittadini italiani. “Uno degli ambiti in cui l’approccio rivolto al cambiamento è sottoposto alle maggiori sollecitazioni è quello del rapporto con l’Ue. “Il chiaro mandato assegnato dai cittadini italiani a un governo che lavorasse affinché dall’Europa giungessero soluzioni concrete alle questioni complesse dell’era globale, è stato in qualche modo confermato anche su scala continentale, seppur espresso in forme diverse, dal voto del 26 maggio scorso”.

Non dimentica anche la Russia Giuseppe Conte, partner importante per la gestione dei rapporti in Ue. “La Russia – ribadisce Conte – è ormai a tutti gli effetti un player centrale in quasi tutti i teatri dove sono in gioco la sicurezza e la stabilità internazionali. Non possiamo, quindi, prescindere da Mosca per identificare le soluzioni alle crisi”.

“La scelta atlantica dell’Italia e la sua appartenenza alla Nato non solo non sono in discussione – rassicura – ma sono e restano un’architrave della nostra politica estera”. Poi conclude: “Il cambio di passo dell’Ue rimane incompiuto. Ma è sempre più indispensabile“.


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