“Mi hanno rubato la borsa”, la telefonata del pusher ai carabinieri  

Pubblicato da in data 27 Luglio 2019

Buonasera. Mi hanno rubato la borsa, sto a piazza Gioacchino Belli, però questi ragazzi li chiamo e mi chiedono il riscatto dei soldi e io, purtroppo, devo fare una denuncia, dentro avevo documenti, codice fiscale, patente, tutto”. Così il pusher, che chiamò le forze dell’ordine denunciando il tentativo di estorsione dei due statunitensi, poi fermati per l’omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega, si rivolge ai carabinieri nella chiamata di soccorso di quella sera, l’audio della quale è in possesso dell’Adnkronos.

A chiamare inizialmente è un passante, al quale l’uomo aveva chiesto aiuto dopo il furto del suo telefono, in mano ai due statunitensi. “In piazza Gioacchino Belli, all’altezza dei taxi, hanno rubato la borsa con il cellulare, ha chiamato sul cellulare suo, lo hanno ricattato dicendo che vogliono 80-100 euro per ridargli il cellulare”, così viene introdotta la chiamata e passata la conversazione poi al pusher.

“Buonasera – afferma l’uomo – Mi hanno rubato la borsa, sto a piazza Gioacchino Belli, però questi ragazzi li chiamo e mi chiedono il riscatto dei soldi e io, purtroppo, devo fare una denuncia, dentro avevo documenti, codice fiscale, patente, tutto. Se potete venire vi do il numero, se loro mi rispondono…se voi potete rintracciarli”. “Perché mi sono anche scappati, gli sono corso appresso con bicicletta, non li ho presi – continua – sono scappati a piedi”.

Come documenta un secondo audio, un militare si mette in contatto con il numero di cellulare che ha chiamato il 112 per avere chiarimenti sull’intervento e sulle modalità con le quali eventualmente procedere. Risponde il ragazzo che ha prestato il cellulare al soggetto autore della segnalazione, poco lontano da piazza Gioacchino Belli.

“Sono scappati – risponde il denunciante al carabiniere al telefono che gli chiede se i due siano ancora lì – hanno preso la borsa mentre stavo bevendo alla fontanella. Mi hanno detto se avevo 80, 100 euro – spiega ancora – gli ho detto che glieli avrei dati se me l’avessero riportata ma poi li ho visti scappare in una traversa, gli sono corso dietro con la bicicletta però non li ho presi”. “Allora le mando una pattuglia – lo interrompe il carabiniere al telefono – volevo sapere se erano ancora lì, in quel caso cercavo di mandare qualcuno in abiti civili”. “No, no – assicura Sergio – così riprovo a chiamarli, vediamo se li rintracciamo”. “Intanto le mando la pattuglia li poi parla direttamente con i colleghi” chiosa il militare.


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