Borsa: Milano in rosso in attesa della Fed  

Pubblicato da in data 28 Luglio 2019

Milano in rosso in attesa della Fed

(Fotogramma)

Pubblicato il: 29/07/2019 18:38

Avvio di settimana in rosso per il listino di Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato con un -0,59% a 21.709,30 punti. Oltre che alle prossime mosse della banca centrale statunitense, che molto probabilmente mercoledì annuncerà un taglio dei tassi di 25 punti base, gli operatori guardano agli sviluppi delle trattative sull’asse Stati Uniti-Cina (una delegazione americana è atterrata a Shanghai per riprendere i colloqui).

Giornata positiva per la carta italiana: lo spread con i titoli tedeschi si è confermato sotto 200 punti base (-0,57% a 196,2 punti) mentre l’asta di Bot semestrali ha fatto registrare un rendimento lordo al -0,210%, in decisa diminuzione rispetto al -0,063% del collocamento precedente.

Sul listino milanese spicca il +1,35% di Telecom Italia, ancora spinta dall’intesa annunciata venerdì scorso con Vodafone, e il buon andamento delle utilities: Enel ha terminato con un +0,58%, Terna ha segnato un +0,9% ed Hera è salita dello 0,18%.

Denaro anche su Poste (+1,93%), che domani presenterà i conti del secondo trimestre. Secondo il consenso raccolto dalla società, i ricavi dovrebbero attestarsi a 2,6 miliardi (+2,4%) mentre l’utile netto è stimato in aumento del 13,2% a 283 milioni.

Lettera anche su Nexi (-0,46%) che ha chiuso il primo semestre con un utile netto normalizzato di 95,7 milioni di euro, +13,3 punti percentuali rispetto a 12 mesi prima. Il titolo della società di pagamenti digitali, sbarcato a Piazza Affari a metà aprile, oggi ha fatto segnare un nuovo massimo storico a 9,97 euro.

Con il Brent piatto a 63,4 dollari il barile, comparto petrolifero in rosso con il -0,63% di Eni, il -1,24% di Tenaris e il -3,27% di Saipem. Dopo il +8,5% registrato la scorsa settimana in scia della pubblicazione dei conti trimestrali, quest’ultima ha pagato pegno alle prese di beneficio.

Giornata di vendite anche per Fincantieri (-3,45%), dopo che l’Ad Giuseppe Bono ha minacciato di dimettersi nel caso di interferenze politiche nella joint venture con la francese Naval Group, e Brembo (-5,8%), che ha registrato risultati trimestrali inferiori al consenso e stimato ricavi in calo nell’esercizio 2019. (in collaborazione con money.it)


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