Borsa: Milano chiude in rosso, spread stabile  

Pubblicato da in data 29 Luglio 2019

Rosso del 2% per il Ftse Mib, si salvano solo due titoli

(Fotogramma)

Pubblicato il: 30/07/2019 18:15

In attesa del verdetto della Federal Reserve, che domani sera dovrebbe annunciare una riduzione del costo del denaro dello 0,25%, e in scia del nuovo attacco di Trump alla Cina (se non ci sarà un “grande accordo”, ha detto il Potus, l’intesa è destinata a saltare), i listini europei chiudono la seduta in territorio negativo.

Andamento in linea per Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha terminato in calo dell’1,99% a 21.278,24 punti. Poco mosso lo spread con i titoli tedeschi (198 punti base) nel giorno in cui il Ministero dell’economia ha collocato Btp a 5 e 10 anni: il primo ha registrato un rendimento lordo allo 0,8%, il livello minore da aprile 2018, mentre il secondo ha visto il dato scendere all’1,56%, 53 punti base in meno rispetto all’emissione del 27 giugno scorso e dato più basso dal 29 settembre 2016.

Solo due i segni più sul paniere principale del listino milanese: Amplifon (+0,28%) e Campari (+0,65%). La prima ha chiuso i primi sei mesi con ricavi ed Ebitda in crescita rispettivamente del 26,1 e del 23,1 per cento mentre nel caso della seconda l’ultima riga di conto economico ha fatto registrare un utile netto rettificato di 116,7 milioni, +11,8% rispetto a 12 mesi prima.

Vendite sui bancari e sui titoli industriali. Per quanto riguarda gli istituti di credito, Unicredit ha perso il 3,23% e Intesa Sanpaolo l’1,27% mentre tra i big dell’industria citiamo il -2,82% di Pirelli, il –4,32% di FCA e il -2,09% di Prysmian. -1,86% di Saipem nonostante l’Ad, Stefano Cao, si sia detto ottimista sul futuro della società e sul ritorno del dividendo. Per la cedola, che manca dal 2013, “aspettiamo –ha detto il manager nel corso di un’intervista – di vedere il risultato di fine anno per poter valutare con il Cda una proposta per l’assemblea dei soci che possa andare eventualmente in questa direzione”. Questo anche alla luce dell’andamento del debito che, a 6 miliardi nel 2016, a fine anno dovrebbe attestarsi a 800 milioni, contro il miliardo stimato in precedenza. “L’obiettivo di riduzione continua a essere una priorità, in linea con gli impegni presi con il mercato”.

Tra le utilities segnaliamo il -1,23% di Enel, che ha siglato un contratto di fornitura con AngloAmerican (“il più grande contratto di fornitura di energia da fonte rinnovabile per volumi annui mai siglato dal Gruppo”), e il -2,33% di Hera, vittima delle prese di beneficio dopo numeri trimestrali maggiori del previsto. (in collaborazione con money.it)


Opinioni dei lettori

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato sul nostro sito.* campo obbligatorio.



Traccia corrente

Titolo

Artista

Background