Carige, ok a salvataggio  

Pubblicato da in data 29 Luglio 2019

Carige, ok a salvataggio

(Afp)

Pubblicato il: 30/07/2019 16:25

Gli organi del Fondo interbancario hanno deliberato gli interventi di salvataggio di Banca Carige. E’ quanto ha detto il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone, al termine delle riunioni, iniziate alle 12. “Siamo fiduciosi che questa sia la soluzione definitiva dei problemi della banca. C’è uno spirito adeguato, chiudiamo in bellezza prima di andare in vacanza”, aggiunge il presidente. “Abbiamo deliberato gli interventi sia a favore di Banca Carige che di Banca del Fucino, deliberati secondo quello che era il programma. Siamo soddisfatti – dice Maccarone ai giornalisti – perché per quanto riguarda Banca Carige il nostro compagno di viaggio è un gruppo nuovo, coeso, efficiente e ben patrimonializzato”. E il riferimento è a Cassa centrale banca, partner industriale che entrerà nel capitale della banca con un investimento di 63 milioni.

La dimensione dell’intervento approvato farà sì che alla fine dell’aumento il Fitd, tra braccio obbligatorio e volontario, abbia più o meno, come minimo, l’80% di Carige. Oltre ai 313,2 milioni di conversione del bond dello Schema volontario, la quota riservata a Cassa centrale Banca è di 63 milioni. In più, 85 milioni “saranno offerti in opzione ai soci attuali e tutto quello che manca a complemento di 700 milioni compreso l’inoptato lo garantisce il fondo obbligatorio”, che secondo un breve calcolo sarebbe un impegno massimo di 324 milioni e uno minimo di 239 milioni. In più, c’è il bond da 200 milioni, “che è tutto collocato”, annuncia Maccarone. Come noto, 100 milioni li sottoscrive la Cassa centrale. Invece, del bond 50 milioni andranno ad Amissima, 13 milioni saranno comprati da Mediocredito centrale, 20 milioni da Credito sportivo, “e quindi è coperto tutto”. Quanto alla Bce, “il piano lo mandano i commissari, noi comunicheremo ai commissari che c’è stata la delibera”. La previsione è che l’assemblea “si faccia a fine settembre”. Una data possibile è il 30 settembre. La Banca centrale dovrà dare al Fitd l’autorizzazione ad avere questa partecipazione, “che diventa assolutamente rilevante. Dipende dalla sottoscrizione dei privati ma – osserva Maccarone – con Cassa centrale banca gli unici soci rilevanti potremmo essere noi”.

I vertici del Fitd hanno incontrato la famiglia Malacalza e da Malacalza Investimenti è “ragionevole” aspettarsi un sì all’operazione in assemblea. “Ci siamo parlati”, dice il presidente del Fitd, Salvatore Maccarone, uscendo dalla riunione. Che vi siete detti? “Ci siamo parlati. Si stanno domandando… Io credo che dopo le decisioni che abbiamo preso è verosimile che l’operazione possa proseguire. Senza il loro contributo abbiamo detto parole a vuoto”, spiega, visto che già una volta il loro ‘no’ in assemblea costò alla banca l’intervento della Bce con il commissariamento. “L’importante – spiega – non è tanto quanto metteranno in sottoscrizione ma che votino l’aumento”. A chi gli chiedeva se ci fosse un impegno, “più che un impegno è aspettativa ragionevole”, afferma.


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