Sesto Quatrini: “Stalker giapponese mi perseguita, aggredisce anche i poliziotti”  

Pubblicato da in data 29 Luglio 2019

Sesto Quatrini: Stalker giapponese mi perseguita, aggredisce anche i poliziotti

Sesto Quatrini durante le prove (foto dal suo sito web)

Pubblicato il: 30/07/2019 15:23

di Pippo Orlando

Una storia inquietante quella del 35enne direttore d’orchestra Sesto Quatrini che, in epoca di #metoo vede invertiti i ruoli: vittima lui, musicista di fama internazionale; stalker lei, giovane studentessa al Conservatorio di Milano, giapponese ospite nel nostro Paese. “Una vicenda che ha peggiorato notevolmente la qualità della mia vita, sia privata, sia professionale“, spiega Quatrini che, in un’intervista all’Adnkronos, si appella alle istituzioni italiane “affinché la rimpatrino, considerate le denunce a suo carico di minacce, atti persecutori e stalking nei miei confronti, il tentativo di aggredire con le forbici due poliziotti e un decreto emesso dal giudice di Piacenza che le impedisce di avvicinarsi a me e alla mia famiglia a meno di 500 metri“.

Quatrini in questi giorni si trova a Martina Franca per dirigere un’opera rarissima, l”Ecuba’ di Nicola Manfroce, che andrà in scena stasera nell’atrio del Palazzo Ducale, nell’ambito del Festival della Valle d’Itria, con la regia di Pier Luigi Pizzi. Anche il celebre regista e scenografo, col direttore artistico della rassegna, Alberto Triola, sono finiti nel mirino della stalker giapponese che si aggira in queste ore per le vie della cittadina pugliese e che ieri sera, durante il concerto del soprano Olga Peretyatko, è stata portata in caserma dai carabinieri di Martina Franca per accertamenti relativi all’ordinanza del giudice di Piacenza. I militari l’hanno rilasciata nel giro di mezz’ora e lei stessa ha pubblicato sul suo profilo instagram il verbale dei cc. “Siamo costretti io e Triola – dice Quatrini – a muoverci scortati da guardie del corpo, messe a disposizione dal Festival, perché lei, che mi perseguita da nove mesi, adesso ha stretto un cerchio attorno a me e a tutte le persone che hanno o hanno avuto contatti con me“.

La storia è cominciata l’anno scorso quando, sempre a Martina Franca, Quatrini ha conosciuto la ragazza “che faceva parte dell’Accademia di Belcanto ‘Rodolfo Celletti’ – racconta ancora il direttore d’orchestra – ed era cantante di riserva nell’opera ‘Giulietta e Romeo’ di Nicola Vaccaj che dirigevo. In realtà non ha mai cantato dal momento che non ci sono state defezioni nel cast. Dopo qualche mese mi ha contattato dicendomi di essersi innamorata di me, che io l’avevo illusa e che tra noi c’era un’energia speciale. Io non ho dato peso a queste affermazioni – spiega Quatrini – finché a gennaio scorso si è presentata alla Fenice di Venezia, dove dirigevo ‘La traviata’, facendomi una scenata, dicendo che io l’avevo illusa, che ero gay, che stavo con un mio collega e che la mia compagna era solo una copertura, minacciandomi e dicendomi: ‘O divento la tua assistente, o sarò la tua stalker“.

Da quel momento inizia l’inferno per Quatrini, che dall’autunno scorso è anche direttore artistico del Teatro dell’Opera di Vilnius in Lituania: “Me la ritrovo a Gran Canaria, dove dirigevo ‘Don Carlos’ di Verdi, e poi a Piacenza, dove mi minaccia e ha un alterco con la mia fidanzata. In quell’occasione decido di chiamare i carabinieri che la fermano e la portano in caserma – racconta Quatrini – La denuncio quindi per minacce, atti persecutori, molestie e stalking. Il giudice non accoglie lo stalking”.

La richiesta però sarà accolta quando Quatrini se la ritroverà a Tokyo, dove inaugura il Japan Belcanto Opera Festival. La ragazza, che sui social si nasconde dietro il profilo ‘Mikako’, è nell’hotel ad aspettarlo: “Ero con Triola e appena tornati in albergo dopo la recita, ce la ritroviamo davanti accompagnata da due guardie che l’avevano bloccata perché si aggirava nella hall da ore. A quel punto – racconta il 35enne direttore d’orchestra – l’hotel mi rilascia una dichiarazione nella quale si attestano i comportamenti alterati della donna, io la invio al giudice di Piacenza che accoglie il reato di stalking ed emette il decreto che le impedisce di avvicinarsi a me e ai miei familiari“.

Il decreto però, che le viene inviato all’indirizzo di Milano dove alloggia, non viene mai notificato. Finché la donna decide di andare a Ronciglione, cittadina del viterbese dove vivono i genitori e la nonna di Quatrini. Quando arriva nel B&B, consegnando il passaporto, viene identificata dal sistema di controllo e la Polizia locale si attiva per notificarle il decreto. “Appena gli agenti bussano alla porta della sua camera – racconta ancora Quatrini – lei prende un paio di forbici e tenta di colpirli, fortunatamente senza riuscirci. Immobilizzata e portata in caserma, viene arrestata, tenuta una notte e processata per direttissima, ma il giudice la rilascia con un foglio di via che le proibisce di avvicinarsi a Ronciglione. Quello che non mi spiego – osserva il musicista – è come sia possibile che una persona, ospite di questo Paese in quanto extracomunitaria, che attacca dei poliziotti con le forbici, non venga immediatamente rimpatriata. E così lei è a piede libero e io, la mia compagna e Alberto Triola dobbiamo stare sotto scorta”.

Adesso si è anche trasferita da Milano e Roma, città natale di Quatrini, e “da circa 15 giorni ha aperto un profilo instagram che riempie di foto mie, di Pizzi e di Triola, piene di insulti, accanto a immagini di vario genere, alcune macabre che ritraggono corpi smembrati, volti sfigurati, arti amputati, etc. Questa persona va aiutata, rimpatriata e sottoposta a cure, e invece è in giro e mi danneggia anche professionalmente: ha scritto mail a tutti i teatri in cui ho lavorato e lavoro, dal Met a Vilnius, dicendo che la mia fidanzata è la mia stalker e Triola è il mio social manager. Se il giudice di Viterbo l’avesse rimpatriata anziché lasciarla libera, adesso sarebbe in Giappone e noi vivremmo tranquilli”, dice ancora Quatrini, biasimando l’attuale politica “fatta da una serie di annunci ai quali però non segue nulla“.

“Questo – ribadisce – è un problema di natura politica laddove si parla di sicurezza che io non ho garantita. Me la sta garantendo il Festival di Martina Franca e le forze dell’ordine quando le chiamo, ma non la magistratura perché nessuno rimpatria questa signora, un’immigrata che minaccia me, la mia compagna e tutte le persone che mi circondano, processata dal tribunale di Viterbo dopo avere aggredito due poliziotti con delle forbici, ma mai rimandata a casa. Se fosse stata maghrebina anziché giapponese, probabilmente sarebbe stata messa su un aereo e rispedita al suo Paese“.

Non solo Quatrini, anche Triola ha denunciato la donna: “Nelle ultime due settimane c’è stata da parte sua una tale intensificazione della violenza verbale, un continuo postare sui social di foto di luoghi che io e Quatrini frequentiamo, accompagnate da appellativi poco edificanti riferiti a me che vengo definito assassino, criminale, etc. Per questo ho deciso di andare dalla polizia e sporgere querela per diffamazione“, spiega il direttore artistico del Festival della Valle d’Itria. “Ma siamo costretti a muoverci con la scorta ed è difficile lavorare così, senza serenità. C’è un dispendio di risorse pubbliche per proteggere me e Quatrini, e noi non capiamo perché non si possa espellere e rimpatriare questa signora, nonostante lei disattenda le disposizioni del giudice. E’ una situazione sgradevole della quale fino a poco tempo fa ridevo. Adesso ho smesso di ridere, mi sento inquieto e non tutelato perché sono in balia dei disturbi mentali di una cittadina straniera, ospite di un Paese che, dinnanzi a una serie di reati commessi, non è capace di metterla a bordo di un aereo e rimandarla a casa”, conclude Triola.


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