Danza: Alessandro Rende-Rebecca Bianchi, una vita in ballo  

Rebecca Bianchi e Alessandro Rende, tra famiglia e teatro, una vita in ballo

Rebecca Bianchi e Alessandro Rende ‘étoiles’ del Teatro dell’Opera di Roma con i loro tre bambini

Pubblicato il: 04/08/2019 11:29

Uniti in scena e nella vita. Lui danzatore e organizzatore di eventi. Lei étoile al Teatro dell’Opera di Roma. Lui originario di Cosenza, lei di Parma. Un’unica passione, la danza. E una famiglia meravigliosa e numerosa. Tre bambini, Emanuele, Margherita e l’ultima arrivata Dorotea. Molto tersicorei. “Noi diciamo sempre che la nostra famiglia unisce l’Italia. Motivo di crescita e di arricchimento personale. Io mi sono arricchita di tutto quello che è la Calabria. Questo modo così accogliente, così aperto, generoso… Nel mangiare, nel regalare. E penso che Alessandro abbia capito che nel Nord, anche se sembriamo un pò più freddi siamo invece molto molto caldi. Ma in un modo più ordinato”. E’ quanto ha raccontato all’Adnkronos Rebecca Bianca, in scena a Caracalla, per la stagione del Teatro dell’Opera di Roma, protagonista di ‘Romeo e Giulietta, nella rilettura coreografica di Giuliano Peparini. (FOTO)

Ed ha ricordato ancora: “Ci siamo incontrati nel 2010. Stavamo preparando un balletto. Era ‘Papavero Rosso’. Io mi portavo i libri di poesie e Alessandro veniva a curiosare e parlare. E’ nata una grande storia d’amore grazie a questo balletto che ci ha fatto annoiare dietro le quinte. Ma ci ha fatto anche innamorare”. Galeotta fu ‘Giselle’ per Alessandro Rende. “Guardavo sempre Rebecca, e mai chi mi stava davanti, perché in quel suo modo di esprimersi, in quel suo modo di ballare trasmetteva emozioni speciali, che mi hanno conquistato”.

Interprete dei maggiori titoli del repertorio, da ‘Don Chisciotte’ a ‘Carmen’, dalla ‘Bella addormentata’ al ‘Lago dei cigni’, sino all’ultima interpretazione, ‘Blanche Neige’ di Angelin Preljocaj, Rebecca Bianchi non nasconde il ruolo fondamentale, nella sua vita d’artista, dei figli. “La forza che mi danno tutti è il motore delle mie giornate – ha detto- Senza di loro sarebbe tutto diverso. Mi trasmettono energia e un amore spassionato che varca ogni limite e realtà. E’ un amore che non vede con gli occhi, ma con il cuore”.

Erede della grande tradizione scaligera, Rebecca Bianchi ha studiato a Milano, ‘guidata’ dal suo direttore Fréderic Olivieri. ” Sin da quando ero bambina l’insegnamento dei miei maestri è stato fondamentale. Anche a costo di qualche sacrificio mi hanno sempre guidato per dare il massimo. Mi sono sentita sostenuta, appoggiata, spronata. Fréderic Olivieri, sin da quando era direttore della Scuola (oggi è alla testa della compagnia di balletto della Scala n.d.r.) ha creduto in me anche se mi consigliava di studiare con maggiore lena per migliorare, perfezionarmi”.

Per Alessandro Rende i numi tutelari sono stati Carla Fracci e Beppe Menegatti che hanno diretto il corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma per 10 anni. “Mi hanno insegnato che la danza è passione – ha dichiarato – ma anche sacrificio, dedizione assoluta ad una disciplina che è gioia e arte”.

Una nuova effervescenza, al Teatro dell’Opera di Roma, sotto la guida di Eleonora Abbagnato, étoile internazionale, direttrice del corpo di ballo dell’ente capitolino, donna di polso e di carattere. “Eleonora ha portato in teatro tantissima energia – ha confessato Alessandro Rende- Il suo carisma e la sua travolgente personalità sono innegabili”. “Eleonora è venuta a Roma da Parigi ed ha subito creduto in noi – ha spiegato Rebecca Bianchi – E tutto questo ci ha fatto sentire una compagnia importante. Ci ha spinto a lavorare tantissimo per rispondere a tutte le aspettative. E’ qualcosa che viene notato anche al di fuori del teatro. Come una luce che appare all’improvviso e si propaga intorno”.

E anche sul futuro della danza Rebecca Bianchi e Alessandro rende hanno idee molto molto simili. “Spero che la danza possa essere maggiormente valorizzata – ha dichiarato Rende- E penso soprattutto che in Italia abbia bisogno di più sostegno perché è un’ arte fantastica. Mi piacerebbe, inoltre, che anche i giovani frequentassero di più il teatro e potessero assistere ad un maggior numero di spettacoli”. “Anch’io spero che la danza abbia un futuro più luminoso e soprattutto che i ballerini ritornino ad essere artisti – è intervenuta l’étoile del Teatro dell’Opera di Roma- La danza deve essere valorizzata come arte preziosa, ha qualcosa di profondo che non può andare assolutamente perduto”.