Diabolik, si cerca mediazione sui funerali   

Pubblicato da in data 12 Agosto 2019

Diabolik, funerali rinviati

(Foto Adnkronos)

Pubblicato il: 13/08/2019 07:28

Sono stati rinviati i funerali in forma privata di Fabrizio Piscitelli. La questura ha riposizionato i cinque blindati che erano stati dislocati a protezione dell’ingresso principale del cimitero Flaminio in via Amulio, nei pressi della sede degli Irriducibili, al policlinico di Tor Vergata, sulla via Flaminia e in altri siti sensibili della città.

A quanto apprende dall’Adnkronos da fonti di polizia, la famiglia dell’ultras laziale ucciso mercoledì scorso a Roma ha effettuato in queste ore il riconoscimento della salma all’istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata. Finora i familiari non hanno espletato le pratiche per il trasferimento del corpo.

Al momento dunque non ci sono le condizioni per un funerale a stretto giro. Inoltre la famiglia ha fin da subito manifestato la volontà di cremare il corpo di Diabolik. ”Su Roma – spiegano fonti Ama – il cimitero Flaminio è l’unica struttura per la cremazione, ma la famiglia una volta espletate le pratiche può ritenere di cremarlo dove crede”, anche in altre città italiane. Al Flaminio attualmente i tempi per le cremazioni prevedono un’attesa di ”tre, quattro giorni” una volta presentata la documentazione. L’iter impone l’ottenimento del nulla osta del magistrato che deve essere vagliato da cimiteri capitolini e validato dall’ufficio stato civile. Dopodiché è possibile cremare un corpo.

Una folla di giornalisti, oltre ai blindati della polizia, presidiavano da stamattina l’ingresso principale del cimitero Flaminio dove alle sei era programmato, secondo l’ordinanza del questore di Roma Carmine Esposito, il funerale di Diabolik in forma strettamente privata. Nessun tifoso né amico si è presentato, come richiesto dalla famiglia. Tranne Simona, una tifosa “romanista”, che alle 6.30 stringendo in mano un mazzo di rose e una coppia di crisantemi, uno bianco e uno azzurro, si è presentata di fronte all’ingresso del cimitero Flaminio. “Chi è che non conosce Piscitelli? A Roma tutti conoscono i capi ultrà. Sono venuta qui a chiudere giustizia, spero che prendano l’assassino. Nessuno merita di morire in questa maniera”, ha detto Simona che abita a Roma Nord, nelle vicinanze del cimitero. ”Sono venuta qui per rendere omaggio a Fabrizio da semplice cittadina – ha aggiunto – perché siamo tutti essere umani, tutti hanno i propri scheletri nell’armadio. Era pur sempre un marito e un padre di famiglia”.


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