Governo, i mercati preferiscono Ursula: più stabilità e spread in calo  

Pubblicato da in data 19 Agosto 2019

Governo, i mercati preferiscono Ursula: più stabilità e spread in calo

Pubblicato il: 20/08/2019 15:29

I mercati finanziari vedono con favore la formazione di un ‘governo Ursula‘, sostenuto da M5S e Pd. Un esecutivo europeista appoggiato dai partiti che al Parlamento europeo hanno votato a favore della nuova presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, Pd, M5S e Forza Italia, sarebbe in grado di affrontare la manovra finanziaria, evitando un’aspra campagna elettorale, e di far scendere lo spread fra Btp e Bund. Almeno nel breve termine. E’ quanto sostiene una serie di analisti finanziari e di gestori contattati dall’Adnkronos. “C’è la possibilità di assistere a un notevole riallineamento dell’Italia all’Unione europea“, spiega Wolfram Mrowetz, vicepresidente e amministratore delegato di Alisei Sim.

“Sembra che ci sia una forte spinta e una volontà dei partiti verso un governo Ursula. In questo caso -continua Mrowetz- avremmo un governo molto diverso dal precedente, molto più allineato all’Europa e ai suoi obiettivi”. E in cambio la Commissione europea sarebbe “molto più conciliante” nei confronti dell’Italia e delle sue finanze. Un governo di questo tipo, sottolinea l’ad di Alisei Sim, “sarebbe molto positivo e molto gradito ai mercati”, anche se al momento è “difficile” pensare a una maggioranza formata solo da Cinque Stelle e Pd ed è più probabile l’allargamento della coalizione ad altri partiti.

Per Luca Gabriele Trabattoni, a capo dell’Italia per la svizzera Ubp, Unione Bancaire Privée, un ritorno immediato al voto aprirebbe una fase di incertezza, poco gradita ai mercati. “Se si va a elezioni, probabilmente aumenterà lo spread, che potrebbe tornare in zona 250 e forse andare anche oltre”.

Con le elezioni e la campagna elettorale, secondo Trabattoni, “si aprirebbe uno scenario di incertezza, non tanto su quella che potrebbe essere una futura coalizione, ma piuttosto su quali potrebbero essere gli impatti economici: se la manovra finanziaria arriverà in scadenza nei termini previsti e soprattutto se questa sarà accettata dalla Commissione Europea, cosa tutta da vedere”. Per il country head Italy di Ubp, invece, lo scenario di una maggioranza diversa, “sebbene comporti a sua volta delle incertezze, causerebbe con maggior probabilità una riduzione dello spread”.

Il differenziale di rendimento fra i Btp italiani e i Bund tedeschi, però, non si è impennato come in altre occasioni, anche per le misure annunciate dalla Bce e per l’atteggiamento espansivo delle banche centrali mondiali. “Ci aspettiamo un buon andamento dei titoli di Stato italiani se diventerà più chiaro che le elezioni saranno rinviate al 2020“, concorda Nick Wall, co-gestore del fondo Merian Strategic Absolute Return Bond di Merian Global Investors.

Nel caso in cui Conte dovesse dimettersi, sottolinea Wall, “lo farà facendo probabilmente affidamento sul sostegno del Pd ai Cinque Stelle all’interno del governo, al fine di far passare la riforma sul numero di parlamentari e il bilancio per evitare aumenti dell’Iva. Questo sembra essere il percorso più probabile a questo punto e ritarderebbe le elezioni al 2020”. Un rischio, invece, è che il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, “abbracci l’idea delle elezioni anticipate per allentare la presa di Renzi sulla rappresentanza parlamentare del Pd. In questo caso, probabilmente tra un paio di mesi ci saranno elezioni anticipate, aumentando il rischio di generosità fiscale e di un confronto con l’Unione europea, facendo sì che lo spread Btp-Bund si allarghi notevolmente”.

Per Vincenzo Longo, strategist di Ig, un governo Ursula è lo scenario più probabile in questo momento ma non il migliore. “I mercati auspicano un ritorno alle urne per dare al Paese un governo sicuro, in grado di fare la manovra finanziaria e intestarsi l’aumento dell’Iva, che è difficilmente scongiurabile”. All’Italia, spiega, “converrebbe avere un governo subito, o almeno in primavera, con un esecutivo di transizione o tecnico che accompagni il Paese al voto e che si faccia carico delle misure impopolari legate alla manovra”. Il voto al più presto darebbe al Paese un governo “sostenuto da una maggioranza solida e con un programma che almeno nella sua parte sugli investimenti e sui tagli fiscali piace ai mercati”, sottolinea lo strategist di Ig.

In ogni caso al momento “la possibilità che si formi un governo Ursula è lo scenario più probabile, ma darebbe stabilità nel breve termine. I partiti che potrebbero sostenerlo saranno tutti impegnati per scongiurare l’aumento dell’Iva e lavoreranno per prendersi gli eventuali meriti”. Infine, conclude Longo, lo scenario peggiore per i mercati “è che rimanga in carica l’attuale governo, magari con un Conte bis e con un passo indietro di Matteo Salvini. A quel punto lo scontro fra M5S e Lega rimarrebbe alto sui tanti nodi irrisolti”.


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