Il rinoceronte bianco del Nord potrà salvarsi dall’estinzione  

Pubblicato da in data 22 Agosto 2019

Il rinoceronte bianco del Nord potrà salvarsi dall'estinzione

(Fotogramma)

Pubblicato il: 23/08/2019 11:17

di Paola Olgiati

Il rinoceronte bianco del Nord è un passo più vicino alla salvezza dall’estinzione. La sua scomparsa sembrava inevitabile, perché dopo la morte degli ultimi due maschi Suni e Sudan, restano in vita soltanto le due femmine Najin e Fatu, non in grado di affrontare una gravidanza. Ma con l’aiuto della scienza l’animale potrà sfuggire al suo destino, grazie a “una procedura pionieristica di fecondazione assistita” che vede protagonista – all’interno del consorzio internazionale ‘BioRescue’ – lo scienziato italiano Cesare Galli, noto alle cronache come ‘papà’ del primo toro clonato Galileo.

L’ultimo annuncio, quello della svolta, è che giovedì 22 agosto gli scienziati coinvolti nel progetto hanno raccolto con successo per la prima volta 5 ovociti da Najin e 5 da Fatu, ospiti della riserva naturale Ol Pejeta Conservancy nel Kenya centrale. Le 10 cellule uovo sono state prelevate attraverso una sonda a ultrasuoni dalle ovaie dei due pachidermi, addormentati con anestesia generale “senza alcuna complicazione”, sottolineano i veterinari che tengono a ricordare come l’intero progetto sia stato sviluppato da un team multidisciplinare nel rispetto delle regole etiche, delle leggi e dei requisiti internazionali. Gli ovociti potranno ora essere fecondati con spermatozoi congelati di Suni e Sudan, campioni di sperma crio-conservato prima che i due maschi morissero, nel 2014 il primo e nel 2018 il secondo.

“Il traguardo raggiunto ieri significa che la possibilità di produrre in vitro un embrione di rinoceronte bianco del Nord, cosa che non è mai stata fatta, per la prima volta è una realtà tangibile”, spiega Galli, fondatore di Avantea, laboratorio di tecnologie avanzate per la riproduzione animale e la ricerca biotecnologica con sede a Cremona. Perché sarà proprio la sua équipe a firmare il prossimo step dell’operazione salvezza: fecondare ‘in provetta’ gli ovuli di Najin e Fatu con il seme di Suni e Sudan, ottenendo embrioni da congelare per una futura gestazione. Se tutto andrà secondo i piani, a partorire il piccolo sarà una femmina di rinoceronte bianco del Sud, sottospecie ‘cugina’ di quella settentrionale. Prima della procedura finale di ‘utero in affitto’ “serviranno però nuovi test”, precisa Galli all’AdnKronos Salute, stimando che il cucciolo della speranza potrebbe vedere la luce “entro 3-5 anni”.


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