Settembre è qui: i primi numeri sul turismo estivo 2019 in Italia  

Pubblicato da in data 29 Agosto 2019

Settembre è qui: i primi numeri sul turismo estivo 2019 in Italia

Pubblicato il: 30/08/2019 09:08

Milano, 30/08/2019 – La valorizzazione del patrimonio naturalistico, storico, architettonico e culturale è da sempre al centro delle attenzioni delle istituzioni italiane, perché l’incidenza del turismo sulla nostra economia è forte, anche se spesso i risultati sono meno incoraggianti delle aspettative di partenza. Anche quest’anno, con il mese di settembre alle porte, è tempo dei primi bilanci per comprendere lo stato di salute del turismo in Italia e le prospettive future.

Negli ultimi anni, il turismo italiano ha fatto registrare un costante aumento del numero di presenze, con un incremento notevole a partire dal 2014. Nel 2018, in cima alla lista delle regioni preferite dai visitatori, troviamo la Puglia con 34.770.000 pernottamenti, seguita nell’ordine dall’Emilia Romagna (26.133.000), dalla Toscana (25.298.000), dal Trentino Alto Adige (21.981.000), dalla Calabria (19.499.000) e dal Veneto (19.246.000).

Nel 2019 il trend s’è confermato, ma i numeri generali sono diminuiti di 205 milioni di turisti, per un -1,1% di turisti italiani e -0,8% di turisti stranieri. In generale, quindi, si deduce che il 2018 sia stato un anno straordinario per il Bel Paese in fatto di vacanze (vedi infografica).

Tra le soluzioni scelte dagli italiani per pernottare in vacanza, al primo posto rimangono gli alberghi (o comunque le strutture ricettive come anche Bed&Breakfast, campeggi e villaggi), seguiti dalle case/stanze in affitto e dalle case di proprietà di parenti e amici. Questo dato conferma un trend futuro (anche in vista delle Olimpiadi 2026) che vede il mercato immobiliare alberghiero in crescita: quest’anno sono già stati +9% gli immobili destinati ai turisti, per un giro di 3,4 miliardi di euro.

I dati dell’estate 2018 sono stati confortanti anche dal punto di vista dei turisti stranieri, con un incremento di visitatori europei, australiani, giapponesi e statunitensi, nonostante le molte ore di volo per raggiungere l’Italia da parte dei turisti extraeuropei.

Dal 2009 il turismo straniero è aumentato di circa il 35% e nel 2018 del 2,2% rispetto al 2017. Una crescente spesa turistica che fa bene alle casse dello Stato è per buona parte merito delle presenze straniere.

Un altro dato rilevante riscontrato nella passata estate è riconducibile al mezzo prescelto per prenotare le vacanze: il 24% dei viaggi sono stati comprati via web, di cui il 18% di prenotazioni è stato effettuato da dispositivi mobili. Segno tangibile che Internet viene sempre più spesso utilizzato dagli utenti come strumento preferito per individuare posti da visitare e strutture ricettive dove alloggiare in occasione delle vacanze estive. Soprattutto per giovani e stranieri, la qualità della selezione della struttura ospitante non deve essere mai bassa: lo conferma il team di alloggionline.com, un portale nato con il focus alberghi e che ha come punto di forza la selezione di strutture non solo strategiche ma anche particolari e fuori dal comune, secondo una vision per cui la buona riuscita di una vacanza dipende soprattutto dalla struttura nella quale si alloggia.

Calo di turisti italiani: quali cause?

Cala il turismo nel Belpaese: secondo le stime, sono state registrate 205 milioni di presenze tra giungo e agosto, con una differenza in negativo di quasi 2 milioni rispetto all’estate 2018. Un segno meno imputabile alla minore presenza di turisti italiani, alle difficoltà economiche delle famiglie legate alla grave crisi ancora in atto, nonostante i piccoli segnali di ripresa, e ai capricci del tempo. Un meteo pazzo con giornate soleggiate e molto calde e altre con venti e temporali forti.

A pagare di più gli effetti di questi fattori negativi sono state le zone costiere che, rispetto al 2018, hanno perso l’1,4% in termini di presenze, mentre solo lo 0,4% in meno ha interessato le città d’arte. Segno più invece per i laghi, le previsioni parlano infatti di un segno positivo dello 0,2%.

La flessione negativa ha interessato principalmente il Sud e le isole della penisola (-1,4%), meno il Nord-Est (-0,7%) e il Nord-Ovest (0,3%). In fondo, le preoccupazioni sono maturate già con la stagione primaverile 2019, con un calo di presenze nel periodo compreso tra gennaio e maggio pari all’1,7% rispetto al 2018. Il trend positivo degli anni passati è dunque destinato a un brusco stop, colpa anche delle carenze infrastrutturali, dell’abusivismo e della forte pressione fiscale, tra le più pesanti di tutta Europa.

Ai vacanzieri ogni anno viene chiesto un contributo in termini di tasse che si aggira intorno ai 2,6 miliardi, dovuto non solamente all’IVA sui prodotti turistici maggiore di 1,5 punti rispetto alla media europea, ma riconducibile pure a un’alta tassa di soggiorno. Quest’ultima nel 2019 peserà circa 600 milioni, con un’incidenza maggiore al 10% dei costi di pernottamento di una famiglia.

In tale logica, gli sforzi del Governo devono concentrarsi sull’IVA per allontanare i rischi di un suo aumento, da scongiurare per evitare gravi ripercussioni sull’economia italiana.

Un aumento dell’aliquota IVA, infatti, comporterebbe un altro freno per il turismo italiano, da evitare ad ogni costo. Al contrario, servono misure mirate per abbassare il peso del fisco sulle attività turistiche, per migliorare la situazione delle infrastrutture e per individuare le figure professionali del settore turistico. Il turismo è un motore fondamentale per le finanze del nostro Paese, per restare competitivi bisogna tutelare il ricco patrimonio e sviluppare le opportune strategie.

Ritorno nelle città d’arte

Nel 2019 le città d’arte italiane sembrano interessare molto le curiosità dei turisti visto che, nell’ordine, Milano, Napoli, Roma, Firenze e Bologna sono luoghi molto cliccati sui motori di ricerca. Evidentemente sono mete che non subiscono particolarmente, a differenza delle zone costiere, le condizioni meteo e gli effetti negativi di altri fattori. Sarà merito del grande appeal internazionale di queste città, del notevole patrimonio turistico e di una tradizione culinaria da scoprire e provare senza troppi indugi.

La concentrazione di turisti nelle città d’arte italiane è riscontrabile anche nei numeri registrati a Firenze, Venezia e Matera, Capitale Europea della Cultura 2019.

Boom di stranieri in Italia nel 2019

Le buone notizie arrivano dalle presenze degli stranieri nel nostro Paese. Un vero e proprio boom di turisti stranieri e una tendenza in continua crescita dal 2009: nel 2018 l’Italia, per numero di notti trascorse (216 milioni) sul territorio nazionale dai visitatori stranieri, in Europa è stata seconda solo alla Spagna e si è piazzata davanti alla Francia. I numeri parlano di 94 milioni di turisti e ben 42 miliardi spesi dagli stranieri tra mare, montagne, città d’arte e per gustare le tante specialità proposte dalla cucina made in Italy.

Buona parte delle presenze straniere (25,7%) provengono da Germania, Francia, United Kingdom, Svizzera e Belgio. Con questi dati e una crescita del 2,8%, il turismo rappresenta il 13% del PIL. A confermarlo sono stati i numeri pubblicati dall’Agenzia Nazionale del Turismo. L’Italia è un Paese ricco di storia, cultura, bellezze naturalistiche, architettoniche e con delle tradizioni gastronomiche invidiate in tutto il mondo, capace ogni anno di catturare le curiosità di milioni di visitatori.

La crescita del turismo straniero in Italia, secondo i primi dati, è continuata senza sosta anche nel 2019. A favorire il grande afflusso di stranieri in Italia, anche una crescita di circa il 60% delle campagne di Google Adwords multilingua, una lunga serie di strategie che incidono notevolmente sulle scelte di mercato. Ad esempio, l’aumento di visitatori russi in Sardegna sarebbe dovuto proprio a una forte campagna di comunicazione.

Un buon volano per il turismo in Italia, come detto già in precedenza, è la cucina italiana. Basti pensare che la spesa pro capite al giorno per una vacanza gastronomica è pari a circa 117 €, mentre è di circa 107 € per una vacanza in montagna e di 91 € per una vacanza al mare. Neanche una grossa sorpresa, alla luce delle prelibatezze nostrane e dell’appeal della cucina italiana verso i consumatori stranieri.

I nostri piatti continuano a conquistare i palati dei visitatori di ogni parte del mondo, merito di un’antica tradizione gastronomica e della genuinità delle pietanze.

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