Ecco come l’uomo ha ‘modellato’ il cervello del cane  

Pubblicato da in data 1 Settembre 2019

Ecco come l'uomo ha 'modellato' il cervello del cane

Service dog Jack waits for his next lesson as volunteer dog trainers are trained how to train service dogs at the Fairfax County, Virginia, government center on Monday, Aug. 26, 2019. The trainers and dogs are being trained by an organization called First Responder Canine, which provides assistant dogs to first responders who have had life changing trauma. MUST CREDIT: Washington Post photo by Jahi Chikwendiu.

Pubblicato il: 02/09/2019 19:53

La struttura del cervello del cane varia tra le diverse razze ed è correlata a comportamenti specifici, secondo una nuova ricerca pubblicata sul ‘Journal of Neuroscience’. Risultati che mostrano come, allevando e selezionando i quattrozampe puntando a ottenere determinati comportamenti piuttosto che altri, ad esempio prediligendo animali con particolari capacità di pastori o di ‘pescatori’ fra gli esemplari di Border Collie e Labrador Retriever, sia stato l’uomo a ‘modellare’ il cervello dei loro migliori amici.

Nel corso di diverse centinaia di anni, gli esseri umani hanno allevato cani con precise caratteristiche fisiche e comportamentali che potessero aiutarli nelle diverse attività. Erin Hecht e colleghi della Society for Neuroscience hanno studiato gli effetti di questa ‘pressione selettiva’ sulla struttura del cervello analizzando le scansioni di risonanza magnetica di 33 razze canine. Ne è emerso che la struttura cerebrale dei cani è ampiamente variabile e non semplicemente correlata alla dimensione del corpo o alla forma della testa. Il team ha quindi esaminato le aree del cervello con la maggior variazione tra le razze. Questo ha portato a generare le mappe di 6 reti cerebrali anatomicamente differenti, con funzioni che variavano dal legame sociale al movimento, e che sono anche apparse diverse a seconda delle peculiari caratteristiche delle razze.

Lo studio della variazione neuroanatomica nei cani offre un’opportunità unica – segnalano gli autori – per studiare la relazione evolutiva tra struttura e comportamento del cervello di questi dolcissimi animali.


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