Baby Ale, salvato a Ferragosto da un intervento ‘made in Milano’  

Pubblicato da in data 3 Settembre 2019

Baby Ale, salvato a Ferragosto da un intervento 'made in Milano'

Pubblicato il: 04/09/2019 12:02

Favola di Ferragosto al Policlinico di Milano. Alessandro, nato con parti di intestino fuse alle vie urinarie a causa di una malformazione rara che colpisce in media un bimbo su 4 mila, è stato operato a un solo giorno di vita utilizzando una tecnica inventata dai medici dell’Irccs di via Sforza. Al momento gli unici che possono eseguirlo. La metodica permette di risolvere la malformazione ano-rettale attraverso un unico intervento chirurgico invece che 3, regalando ai baby-pazienti “una qualità di vita pressoché normale”.

Dal Policlinico raccontano oggi la storia a lieto fine del piccolo, venuto alla luce nella notte del 13 agosto. Un parto come gli altri, la gioia grande dei genitori che però dura poco: Alessandro soffre di una grave malformazione, “un problema che purtroppo non è diagnosticabile con le ecografie di controllo durante la gravidanza – sottolineano i sanitari – e che anche per questo è ancora più inaspettato”. Ma Ale è nato nell’ospedale giusto, perché proprio al Policlinico Ernesto Leva, direttore della Chirurgia pediatria, ha messo a punto una tecnica innovativa che consente di gestire il caso con “un unico intervento chirurgico e un impatto minore sul decorso post-operatorio”, mentre “di norma questa malformazione richiede 3 lunghi e laboriosi interventi ricostruttivi”.

L’operazione viene programmata immediatamente: “Era Ferragosto – sottolinea Leva – ma al Policlinico non esistono giorni diversi dagli altri“. L’intervento si fa ed è “delicatissimo – precisa lo specialista – ideato proprio da noi e che ad oggi può essere eseguito solo nel nostro ospedale, proprio per le competenze necessarie”.

La metodica ‘made in Milano’ “è in grado di ricostruire l’anatomia della zona – spiega Leva – separando la via intestinale e la via urinaria, e ripristinandone le funzionalità. E’ una tecnica che ha bisogno di un grande affiatamento tra chirurghi e anestesisti, oltre alla preparazione del paziente prima dell’intervento da parte dei neonatologi. In più, data la rarità della malformazione e la complessità dell’operazione, è possibile realizzare questa tecnica solo con un team dedicato e di grande esperienza che comprende chirurghi pediatrici, neonatologi, anestesisti e personale infermieristico altamente specializzato”.

“Vicende come queste rendono ben chiara la qualità di una struttura che può dedicarsi alla salute del bambino a 360 gradi – commenta Ezio Belleri, direttore generale del Policlinico di Milano – Essendo questa una patologia che non è possibile diagnosticare durante la gravidanza, è stato necessario uno sforzo organizzativo ancora più intenso e non pianificabile per tempo. Ma la nostra forza è proprio questa: una grande competenza nell’ambito delle malattie rare in genere, e un’altissima specializzazione che possiamo mettere in campo con tutto il percorso di assistenza e cura dedicato ai bambini, che parte già prima del concepimento e li accompagna finché non diventeranno adulti. E’ avvenuto durante Ferragosto, ma in realtà si è svolto tutto come sempre: nel nostro ospedale ci sono 365 giorni speciali all’anno“.

La malformazione di Ale, tecnicamente definita ‘ano-rettale’, non è ereditaria e non se conoscono ancora completamente le cause. Il Policlinico è Centro di riferimento nazionale per questa malattia rara, gestendo “una delle più alte casistiche a livello mondiale”, evidenziano dall’Irccs.

In ospedale vengono operati “circa 15 nuovi casi all’anno che provengono da tutta Italia”, e “sono tante le consulenze che vengono richieste anche dall’estero nell’ambito della Rete europea di diagnosi e cura (Ern) per le condizioni urogenitali rare e complesse”.

Finora è stato possibile intervenire su oltre 300 bambini, di cui una decina operati con la nuova tecnica, mentre sono circa 500 i piccoli in carico agli ambulatori dedicati del Policlinico. Qui, dopo l’operazione, i bambini possono essere seguiti fino all’età adulta con controlli periodici, per garantire loro “la piena continenza e una vita normale”. Anche Alessandro adesso può sperare.


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