Bce, Lagarde: “Necessaria politica accomodante per un lungo periodo”  

Pubblicato da in data 3 Settembre 2019

Bce, Lagarde: Necessaria politica accomodante per un lungo periodo

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Pubblicato il: 04/09/2019 11:46

L’inflazione nell’area euro “resta troppo bassa” in modo “persistente”, pertanto “concordo” con la valutazione della Bce, secondo la quale serve una politica monetaria “altamente accomodante” per un “periodo prolungato di tempo” per portare l’inflazione all’obiettivo, cioè vicina ma inferiore al 2%. Lo dice, in audizione davanti alla commissione Econ del Parlamento Europeo, la candidata presidente della Bce Christine Lagarde, ribadendo la posizione espressa nelle risposte scritte depositate la settimana scorsa.

L’obiettivo di inflazione della Bce, vicino ma sotto il 2%, può essere “raggiunto sia da sotto che da sopra”, ricorda Lagarde. “Quello che viene discusso alla Bce, e non sono a parte di queste discussioni ora, è l’intesa che l’obiettivo può essere da sotto, passando all’1,6%, 1,7%, 1,8% eccetera, ma anche da sopra”, cioè portando l’inflazione al di sopra dell’obiettivo, per poi farla convergere verso lo stesso. L’obiettivo, sottolinea, è “un obiettivo di medio termine, e come tale deve essere inteso. Penso che sia appropriato” considerare “accettabile” che il target possa essere preso di mira “sia dal basso che dall’alto”.

Secondo Lagarde, nell’Eurozona “le riforme strutturali sono in molti Paesi una missione incompiuta. Alcuni le hanno iniziate, altri hanno guardato alle riforme in modo riluttante, senza fare molto: chiaramente i Paesi che non hanno spazio di manovra oggi, e sono meno della metà dei Paesi della zona euro, devono rivedere il loro mix di politica economica, con un focus favorevole alla crescita e usare le riforme strutturali ora”.

Ricordando che “ora abbiamo un po’ di crescita” Lagarde spiega che “queste sono le circostanze in cui le riforme strutturali possono essere più efficaci e produrre i risultati migliori”. Contemporaneamente, quei Paesi dell’area euro, che sono “la maggioranza”, che hanno invece un deficit pubblico compreso tra lo zero e lo 0,5% del Pil “hanno uno spazio” di bilancio che può essere utilizzato per stimolare l’economia.

“Durante la mia esperienza come ministro delle Finanze – continua Lagarde – ho vissuto le difficoltà di coordinare le politiche di bilancio, che sono intrinsecamente focalizzate su questioni nazionali e non sulla prospettiva dell’area euro. Tendiamo a tornare a casa, ma la dimensione europea può essere fondamentale, se completata in modo appropriato, per resistere alla destabilizzazione generata dagli choc esterni. Servono regole efficaci e semplificate e uno strumento di bilancio per l’area euro come complemento”. Nell’area euro servono anche “politiche di bilancio”, per “stabilizzare le nostre economie in tempi di recessione” e per “evitare di sovraccaricare di compiti la politica monetaria”, sottolinea.

Infine a chi gli chiede un commento sulla possibile nomina di Roberto Gualtieri, attuale presidente della commissione stessa, come ministro dell’Economia” risponde: “E’ un bene per l’Italia. E per l’Europa”.


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