Centrodestra, Samorì: “Centro moderato sia Dc vent’anni avanti, no a involuzione democratica”’  

Pubblicato da in data 14 Settembre 2019

Centrodestra, Samorì: Centro moderato sia Dc vent'anni avanti, no a involuzione democratica

Giampiero Samorì (Foto Ipa/Fotogramma)

Pubblicato il: 15/09/2019 18:07

“Io penso sia difficile che un centro moderato possa rimanere all’interno di un centrodestra che professa valori sostanzialmente stalinisti. Credo che il centro moderato debba avere un’esigenza di egemonia”. A parlare incisivamente, rompendo gli schemi tracciati di un centro nel centrodestra, è Giampiero Samorì, intervenuto a Fiuggi alla festa dell’Udc, intitolata quest’anno alla ‘Forza della ragionevolezza’. Una nuova Dc? “Io penso – risponde – che la Dc sia potuta resistere talmente tanto perché esprimeva dei concetti di natura valoriale. Ed io credo che sia quella l’area che, ovviamente con programmi che vadano avanti di vent’anni, non indietro di venti anni, dovrebbe essere ricostruita, altrimenti la soluzione alternativa è quella di arrivare ad una involuzione del sistema verso forme dittatoriali”.

Samorì, fondatore dei Moderati in Rivoluzione, è intervenuto alla tavola rotonda nel Parco della Fonte Anticolana ed a margine ha affermato: “Sotto il profilo valoriale il centro non può accettare dei compromessi”. Quindi ha spiegato: “Se un centro democratico accetta provvedimenti marcatamente tali da portare la società ad una involuzione democratica, non è più un centro democratico. Sarebbe un ossimoro sostenere di essere un centro democratico ed appoggiare provvedimenti che vanno verso la distruzione della democrazia, anche quella diciamo dei media”.

Personaggio eclettico, pluridefinito come professore, imprenditore, banchiere, editore…, perché come egli stesso afferma “non è facile ricondurmi a un’unica categoria”, oggi ha tracciato le linee che definiscono il Centro. Un centro fuori dal centrodestra o qualunque altro raggruppamento. Originario di Montese, in provincia di Modena, ha guardato fissa negli occhi la sua platea e senza tentennare ha raccontato il futuro che secondo lui ci aspetta.

Poi ha spiegato: “Io credo che il centro valoriale debba stare da solo, non ha possibilità di aggregazione né con una destra che di fatto in realtà è comunista, stalinista, né in una sinistra, che ugualmente è comunista conservatrice”. E con convinzione ha concluso: “Deve essere un centro che abbia la percezione o l’ambizione di diventare egemone sotto il profilo valoriale e attendere sotto il profilo elettorale”.


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