Da Palermo a Strasburgo a piedi, missionario laico: “No muri”  

Pubblicato da in data 15 Settembre 2019

Da Palermo a Strasburgo a piedi, missionario laico: No muri

Fratel Biagio a Strasburgo

Pubblicato il: 16/09/2019 21:34

Oltre mille chilometri a piedi. Più di due mesi di viaggio per raggiungere Strasburgo. Un viaggio da migrante per consegnare all’Europa una lettera. Biagio Conte, fondatore della Missione Speranza e Carità di Palermo, che da anni si occupa degli ultimi e degli emarginati, ha raggiunto la sede del Parlamento europeo e nelle mani del presidente David Sassoli ha consegnato la sua lettera-appello. “Dobbiamo impegnarci per contribuire e rafforzare sempre più l’Unione europea, soprattutto nella solidarietà, nell’ospitalità e nell’accoglienza”, scrive il missionario laico che lo scorso anno ha accolto nella sua struttura Papa Francesco. “Una giusta e stabile società non può lasciare indietro i più deboli, è nostro dovere soccorrere chi si trova in difficoltà. Ogni uomo e donna è da rispettare, ha diritto di mangiare, di una casa, di un lavoro, vale per ogni emarginato, emigrante, immigrato, profugo”.

Partito da Palermo lo scorso 8 luglio con il traghetto per approdare a Genova e da lì percorrere a piedi più di mille chilometri per raggiungere il Parlamento europeo, il missionario lancia un avvertimento: “Stiamo molto attenti perché una società che lascia indietro i più deboli non può essere una giusta e corretta società, prima o poi rischia la destabilizzazione, la crisi, il crollo”. Per Biagio Conte è “nostro dovere aiutare ogni essere umano senza fare distinzioni di colore, di nazione, di religione, di chi crede e di chi non crede”. Perché, avverte, “l’indifferenza emargina e uccide. Chiudere la porta produce maggiore povertà, disagio, violenza, destabilizzazione, ingiustizie e guerre. Invece l’accoglienza è integrazione” e “la vera integrazione inizia dal sentirsi accolto ed amato”.

Ecco perché, conclude fratel Biagio “abbiamo tutti il dovere di non alzare barriere, ancor peggio muri, noi non siamo fatti per dividere, separare le nazioni ma per unire. Apriamo al più presto il nostro cuore ad ogni persona umana: è tempo di ricostruire e di non calpestare più la verità, la vita, l’ambiente, i veri diritti umani, i veri valori, la vera pace e la vera speranza”.


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