Blumarine, elogio alla gentilezza  

Pubblicato da in data 19 Settembre 2019

Blumarine, elogio alla gentilezza

(Afp)

Pubblicato il: 20/09/2019 12:39

di Federica Mochi

Cosa vuol dire gentilezza oggi? Non è una virtù del passato, piuttosto una necessità del presente. “Credo che la più alta forma di eleganza sia la gentilezza perché nessuno può essere elegante se non è gentile” spiega nel backstage Anna Molinari, fondatrice e direttore creativo di Blumarine, presentando la sua spring-summer 2020, un inno alla cortesia e al garbo che ricorda molto da vicino la gentilezza di Marella Agnelli, donne del suo calibro e della sua educazione, che per farsi sentire non hanno bisogno di alzare la voce. “Nessuno è gentile se parla male degli altri, se si veste male, quindi anche nel vestirci dobbiamo ritrovare una certa forma di eleganza – sottolinea la stilista – basta super vestiti e super cappelli, sì a un’eleganza più leggiadra”.

Eleganza che Anna Molinari trae dai colori dei fiori. Dai gelsomini in fiore, dal verde lime dei limoni. Dal giallo della mimosa e delle margherite, e poi dal fucsia dei bouganville, dal bianco del biancospino. Immancabile la regina dei fiori, la rosa, che sboccia nei pastelli dei top e bustier in organza, nei vestiti ricoperti da petali di fiori. La rosa, fiore feticcio della stilista, diventa tridimensionale, dando l’impressione che i boccioli si aprano come per magia.

“Ogni abito ha il colore di un fiore e questo si traduce in leggerezza e amore per la natura” osserva ancora Anna Molinari, che ammette di essere “una delle sostenitrici più accanite” di Madre natura. In pedana l’inno alla gentilezza si traduce negli abiti lingerie, tra le cifre stilistiche di Blumarine, declinati in satin liquido e intrecci in pizzo Chantilly e appena accennati sotto trench allungati e stampati con motivi animalier, perfetti per il daywear. Le pencil skirt sono decorate con ramages floreali, i microcristalli di pantaloni e abiti vengono richiamati anche nelle maglie. E’ una donna sexy e seducente, ma con garbo. Chiffon e organza diventano materiali soffici, i minidress sono un’ode ai drappeggi e alle plissettature.

Il make up, invece, è più naturale, con gli occhi appena allungati o nascosti da occhiali cat-eye. Bagliori preziosi si riflettono nel minidress incrostato di Swarovski, nei maxi orecchini che pendono dai lobi, sottolineando l’importanza di ristabilire una gentilezza meno strong ma non per questo meno potente, tema che sembra stare molto a cuore alla stilista. “La parola più importante è grazie – rimarca Anna Molinari, mentre indossa una maglia color panna sulla quale campeggia la scritta ‘thank you’ – dobbiamo saper dire grazie ogni tanto”.


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