Cida: “Programmazione territoriale punti su Destination Manager”  

Pubblicato da in data 19 Settembre 2019

Cida: Programmazione territoriale punti su Destination Manager

Pubblicato il: 20/09/2019 10:08

“La nostra idea è quella di far ruotare attorno al Destination Manager una organizzazione che metta insieme gli enti pubblici e le strutture dedicate alla programmazione territoriale con le aziende”. Ad affermarlo è stato Mario Mantovani, presidente di Cida e vicepresidente di Manageritalia a margine dell’incontro “Fondi Europei: Come utilizzarli al meglio per la crescita del Sud” organizzato nell’ambito degli appuntamenti della 83a Fiera del Levante di Bari.

Al centro della discussione c’è stata soprattutto la programmazione 2021-2027. Su questa si vuole proporre un modello diverso da quello adottato finora. “Il settore turistico è quello con maggiori potenzialità di sviluppo – ha spiegato Mantovani – L’idea è quella di assistere le strutture nella fase preliminare della stesura dei bandi. Quello del Destination Management è un concetto che consiste nel vedere un sistema come un luogo e in questo luogo le persone devono avere una motivazione per recarvisi. Così si parte dalla motivazione e non dalle strutture che sono presenti. Il secondo passaggio è quello di trovare un contesto coerente affinché l’aspettativa di chi arriva venga soddisfatta. Non bisogna puntare per esempio solo su abitazioni di standard qualitativamente elevato ma tutta l’esperienza, dal momento in cui si arriva deve essere coerente e coesa. Se c’è per esempio un’offerta ricettiva e culturale eccellente ma mancano cose all’apparenza secondarie, per esempio il parcheggio o un servizio di navette, il prodotto nel suo complesso ne può risentire negativamente”.

“L’idea è quella di provare a costruire, in un laboratorio come quello pugliese, che ha esperienze e competenze sia nel privato che nel pubblico, un modello in cui inserire questo Destination Manager – ha proseguito Mantovani – che deve diventare il pivot delle diverse amministrazioni e delle entità private coinvolte, che si realizzi un piano attraverso questa figura e che quindi si arrivi a rendere possibile l’utilizzo delle risorse. Il bando così pensato deve derivare non tanto da una generica programmazione per materia ma dalla coerenza con un piano complessivo. È una sfida non semplice che potrebbe portare grandi risultati.”


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