Mostre: a Matera ‘Bracco is Culture’, racconto fotografico sul mecenatismo d’impresa 

Pubblicato da in data 19 Settembre 2019

'Bracco is Culture', racconto fotografico sul mecenatismo d'impresa a Matera

Pubblicato il: 20/09/2019 17:21

“Le nostre imprese sono le ambasciatrici nel mondo di un’Italia che punta sull’industria e sulla cultura per creare sviluppo e lavoro”. Con queste parole Vincenzo Boccia, presidente degli industriali italiani inaugurò a Matera lo spazio a rotazione di Confindustria. Una prestigiosissima vetrina presso gli Ipogei di San Francesco dove da oggi fino al 29 settembre Fondazione Bracco, tra i vincitori del bando di Confindustria ‘Matera 2019: l’open future delle imprese italiane‘, ha allestito un particolarissimo racconto fotografico che parla di mecenatismo di impresa e che si intitola ‘Bracco is Culture’.

Si tratta di un vero e proprio viaggio tra i più affascinanti progetti culturali promossi da Bracco nel corso degli anni, attraverso immagini spettacolari e brevi testi di accompagnamento. I progetti esposti sono molto vari: restauri, mostre, concerti e tournée in ogni parte del mondo, con partnership con grandi istituzioni, dal Palazzo del Quirinale al Teatro alla Scala, dalla National Gallery di Washington al Museo Poldi Pezzoli, dal Metropolitan di New York alla Triennale di Milano. Al centro del racconto, figura non tanto la storia di una famiglia, o quella di un’impresa leader mondiale in un settore tecnologicamente avanzato come l’imaging diagnostico, ma il valore di un mecenatismo che potremmo definire ambrosiano nel senso più universale del termine.

La famiglia Bracco, infatti, ha promosso e sostenuto anno dopo anno moltissimi iniziative, trasformando l’amore per la cultura in una concreta prassi filantropica. “Le imprese oggi non sono più chiuse in sé stesse, ma sono soggetti sociali attivi e integrati nel territorio – sottolinea Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco – In particolare, le imprese familiari italiane di tutte le dimensioni sono indissolubilmente legate ai luoghi in cui affondano le radici, e ci tengono a essere attori di un processo di valorizzazione del patrimonio culturale e artistico. Della responsabilità sociale e del sostegno alla cultura la mia famiglia, ad esempio, ha fatto un credo perché abbiamo sempre sentito un’esigenza di restituzione: di riconsegnare cioè alle comunità in cui operiamo una parte di ciò che come impresa abbiamo ricevuto”.


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