Assemblea Onu, incognita Trump-Rohani  

Pubblicato da in data 22 Settembre 2019

Assemblea Onu, incognita Trump-Rohani

(Afp)

Pubblicato il: 23/09/2019 20:28

Fra vistose assenze, debutto del brasiliano Bolsonaro, dell’ucraino Zelensky e del britannico Boris Johnson, e speculazioni su possibili clamorosi incontri a margine – magari fra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rohani- si apre domani a New York la 74esima Assemblea Generale dell’Onu, cui partecipano 91 capi di Stato e di governo.

Com’è tradizione, i lavori saranno aperti domani dal presidente del Brasile. Operato di recente per le conseguenze dell’attentato subito l’anno scorso, Jair Bolsonaro ha fatto sapere di essere pronto ad arrivare anche in sedia a rotelle pur di non perdere il suo debutto sul podio. Il leader sovranista, soprannominato in patria il ‘mini- Trump’, ha disertato oggi il summit sul clima, dove avrebbe potuto finire sotto accusa per la sua politica di sfruttamento dell’Amazzonia.

Subito dopo salirà sul podio il vero Donald Trump. Il presidente americano suscitò qualche risata in aula l’anno scorso quando magnificò l’operato della sua amministrazione, ma c’è naturalmente attesa per il suo discorso. L’Assemblea si apre in piena escalation della crisi del Golfo, dopo l’attacco con i droni ad impianti petroliferi sauditi, e ci sono state molte speculazioni su un possibile incontro a sorpresa fra Trump e Hassan Rohani, che però appare sempre più difficile.

Rohani interverrà mercoledì, dopo aver ascoltato domani le parole di Trump. E domani parleranno anche il premier Giuseppe Conte, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi e quello turco Recep Tayyip Erdogan. Presente al summit sul clima, come la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron si porrà nuovamente come campione del multilateralismo, contro il dilagare dei sovranismi.

Molti sono i grandi assenti dall’appuntamento di New York. Mancano il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin, così come ha preferito non andare il venezuelano Nicolas Maduro il cui governo non è più riconosciuto da una cinquantina di paesi. Assente anche il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, fra i protagonisti delle precedenti assemblee, che ha dovuto disertare l’appuntamento a causa dell’incertezza della situazione politica dopo le elezioni del 17 settembre.

C’è attesa per il debutto del nuovo presidente Volodomyr Zelensky. Il suo previsto incontro a margine con Trump avviene nel pieno dello scandalo delle presunte pressioni del presidente americano per indagini a carico del figlio del suo possibile rivale democratico Joe Biden. Mentre sul piano delle crisi regionali, ci si chiede se sarà possibile un incontro fra il presidente indiano Narendra Modi e il pachistano Imran Khan divisi dal Kashmir. Infine è rimasto a casa il presidente afghano Ashraf Ghani, nel cui paese si vota sabato prossimo. A sostituirlo il suo consigliere per la sicurezza nazionale Hamdullah Mohib, che fece arrabbiare gli americani prevedendo il fallimento del negoziati con i talebani, saltati poche settimane fa.


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