Borsa: Ftse Mib chiude in rosso, l’aumento di capitale manda la Juve ko  

Pubblicato da in data 22 Settembre 2019

La settimana di Piazza Affari inizia con il segno meno

Pubblicato il: 23/09/2019 18:17

In linea con l’andamento degli altri listini europei, la settimana di Piazza Affari inizia con il segno meno. In attesa di novità dal fronte commerciale, a condizionare, in negativo, l’andamento dei listini sono state le indicazioni arrivate dai dati macroeconomici: nel messe corrente l’indice dei direttori degli acquisti del terziario di Eurolandia ha fatto registrare un calo da 53,5 a 52 punti.

È andata peggio al manifatturiero, il cui PMI (Purchasing Managers’ Index) si è confermato sotto la fatidica soglia dei 50 punti (che separa espansione e recessione dell’attività economica) passando da 47 a 45,6 punti. Le difficoltà del settore sono ben evidenziate dai 41,4 punti tedeschi, il livello minore da 123 mesi.

A Milano, dove il paniere principale ha terminato sotto quota 22 mila punti (-1,01% a 21.899,88), giornata da dimenticare per le azioni Juventus (-4,75%), più volte sospese nel corso della prima parte dopo l’annuncio della proposta di un aumento di capitale da 300 milioni di euro. Oggi gli analisti di Banca Imi hanno annunciato di aver confermato la valutazione “acquistare” sul titolo, visto che l’operazione di rafforzamento è valutata in maniera positiva. Trascinata anche al ribasso la controllante Exor (-3,33%).

Nel comparto energetico, -2,83% di Eni a seguito dello stacco dell’acconto (0,43 centesimi per azione) sulla cedola 2019, mentre tra le utility spicca il +1,44% dell’azione Enel, da oggi inserita nello Stoxx Europe 50, l’indice che include le principali 50 società quotate nel Vecchio continente.

Tra i bancari, -0,76% di Mediobanca, secondo i giornali Leonardo Del Vecchio potrebbe chiedere una modifica delle regole che disciplinano la nomina dell’AD, e -3,44% di UniCredit, che ha fatto sapere che Cesare Bisoni è stato nominato presidente fino al 2021.

Chiude la carrellata il -1,55% di Atlantia dopo che l’agenzia Standard & Poor’s ha annunciato di aver tagliato i giudizi assegnati alla holding e alle controllate Aspi e Adr. (in collaborazione con money.it)


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