Falsi invalidi, “indagata madre di Arisa”  

Pubblicato da in data 23 Settembre 2019

Falsi invalidi, indagata madre di Arisa

(Foto Fotogramma)

Pubblicato il: 24/09/2019 11:07

Nel corso della diretta di ‘Mattino Cinque’, “in merito all’inchiesta dei falsi invalidi di Potenza”, riferisce Mediaset in una nota, “è stata data la notizia che tra gli indagati c’è anche la mamma della cantante Arisa“.

Nell’inchiesta sono coinvolti faccendieri che con l’ausilio di medici e avvocati truffavano l’Inps percependo indebitamente pensioni e indennità di accompagnamento per migliaia di euro. Dal 2018 ad oggi, solo da quando è partita l’inchiesta, frodi per 530mila euro. Tutto fa pensare che la condotta criminosa andasse avanti già da anni.

L’operazione è scattata alle prime ore di ieri mattina, con diverse misure cautelari eseguite dalla Squadra mobile della Questura coordinata dalla Procura della Repubblica. Agli arresti domiciliari 5 persone, 1 interdizione dai pubblici uffici e sempre in giornata due perquisizioni per completare il quadro delle indagini, che al momento vedono coinvolti 40 soggetti. Ai domiciliari Carmela Abate, Francesco Di Giovanni Antonio Covella, Lamberto Sila. Leone De Magistris Aurora è stato interdetto dai pubblici uffici. Le due perquisizioni di oggi nei riguardi di Felice Trapanese e Nicola Paciello.

“Una indagine molto lunga – ha dichiarato il Procuratore Distrettuale della Repubblica Francesco Curcio – che ha messo in luce come stabilmente venivano effettuate truffe sui falsi invalidi, e di un sistema per le pratiche di invalidità dell’Inps, abbastanza vulnerabile”. Una catena di professionisti che istruivano le pratiche. Le presunte invalidità passavano grazie all’aiuto di medici compiacenti pagati fino a mille euro per le certificazioni e grazie ai legali. Un sodalizio criminale, alcuni membri reclutavano persone anziane intenzionate ad avviare l’iter per il riconoscimento dell’assegno fittizio, altri provvedevano a creare la falsa documentazione, altri ancora fornivano l’assistenza legale.

I casi più eclatanti ben documentati nelle indagini riguardano un falso cieco, ripreso mentre giocava a carte, o di chi dichiarava gravi forme depressive ma che partecipava a rassegne canore o addirittura di un uomo in carrozzina ritrovato a zappare un campo agricolo.


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