Morra vs Salvini, sfida in tribunale  

Pubblicato da in data 24 Settembre 2019

Morra vs Salvini, sfida in tribunale

(Fotogramma)

Pubblicato il: 25/09/2019 16:19

Matteo Salvinimi querela. ‘Io non ho mai querelato nessuno. L’unico che ho deciso di portare in tribunale è quel cretino di Nicola Morra’, ha detto. Poi, come spesso fa per difendere le sue posizioni, falsifica le informazioni: ‘Ma dico io è possibile dire che chi bacia il rosario manda dei messaggi alla ’ndrangheta?’. Caro ex ministro, usi la solita vecchia ed ipocrita tecnica di cambiare le parole da me pronunciate in Aula attribuendomene altre”. Lo afferma, in un post, il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra rivolgendosi all’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e annunciando che anche lui adirà “le vie legali”.

“Puoi trovare tutto, se hai problemi di memoria, su questa pagina o sul sito ufficiale del Senato, sempre che tu sappia accedervi, vista la tua scarsa ottemperanza dei doveri di partecipazione ai lavori del Parlamento per cui sei stato eletto – prosegue Morra – Ti ricordo però che il rispetto fra persone, oltre che fra istituzioni, vuole che il titolare dell’azione di contrasto alla criminalità organizzata di stampo mafioso abbia un’interlocuzione positiva e rispettosa con chi rappresenta il Parlamento nella veste di presidente della Commissione antimafia, al fine di operare in sinergia con lo stesso per ottimizzare l’azione dello Stato contro le mafie”.

“Matteo continua: ‘Io so solo che dove c’è la Lega non c’è la ’ndrangheta e che come ho fatto quand’ero ministro la combatteremo con tutti i mezzi che abbiamo a disposizione’ – osserva Morra – Dove c’è la Lega non c’è la ‘ndrangheta? E la mafia nelle regioni del Nord (in Val d’Aosta, in Veneto, in Lombardia, in Liguria, in Piemonte) e nei Comuni in cui governate anche voi ce la siamo inventata noi?! Mi sembra asserzione e non argomentazione, affermazione dogmatica ed aprioristica non fondata su dati di fatto”.

“La mafia è ovunque, anche a Roma come abbiamo visto (nuovamente) ieri – prosegue – Non è negandone l’esistenza che essa sparisce, ma combattendola. In certi contesti, come volevano coloro che la ‘ndrangheta e cosa nostra l’hanno combattute veramente, son le frequentazioni che danno l’idea di chi si sia. Per questo ti suggerisco di usare maggiore prudenza, perché anche incautamente, come avrai verificato, si possono commettere errori, anche per un semplice selfie. Ah, ti anticipo che adirò le vie legali”.


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