A 13 anni come Greta. ”Pronti a pulire Villa Borghese ma Comune tace e ci ruba speranza”  

Pubblicato da in data 25 Settembre 2019

A 13 anni come Greta. ''Pronti a pulire Villa Borghese ma Comune tace e ci ruba speranza''

Pubblicato il: 26/09/2019 14:31

di Cristiana Deledda

Armati di sacchi, guanti e pinze varie per raccogliere quello che avrebbero trovato a terra, volevano pulire la zona intorno al laghetto di Villa Borghese ”perché, tra cartacce e bottiglie, non è messa bene”. A Lavinia, 13 anni, l’idea era venuta quest’estate. Scelta la data, un sabato di inizio settembre, visto che ”non c’è scuola e ancora non ci sono troppi compiti”, si era messa in moto, con l’aiuto dei genitori, per chiedere l’autorizzazione del Comune. Ma dopo un mese tra telefonate e mail e l’assicurazione che sul via libera non ci sarebbero stati problemi, il disco verde non arriva. Contatti fino all’ultimo giorno prima dell’appuntamento per le grandi pulizie, poi dal Comune solo silenzio. Lavinia non ci sta. Fa una storia su Instagram, chiama i compagni a raccolta per un sit-in nel parco e piazza un cartello: ‘Volevamo pulire ma il Comune non risponde. Si parla tanto di ambiente e impegno ma così non ci lasciano speranze’.

”Sono rimasta tanto male, sentivo che tutto quello che avevo fatto era inutile, non importava a nessuno. Ma non volevo farla passare così. Ho fatto una storia su Instagram, invitando i miei amici a venire al sit in e alla fine eravamo una decina. Sono stata contenta”, racconta Lavinia all’Adnkronos, un IV ginnasio del Classico iniziato da poco meno di un mese, una passione per l’hip hop e la voglia di ”fare di tutto per cambiare quello che non mi piace e non è giusto”.

”Non riesco proprio a capire perché sia andata così. Ci ho sperato fino all’ultimo, in Italia, si sa, le cose alla fine si fanno il giorno prima. Quel venerdì con il Comune ci siamo sentiti due volte, l’ultima verso le 17. ‘Appena esce il direttore gli faccio firmare l’autorizzazione’. Poi più niente. Non pensavo che una firma potesse portare tutte queste complicazioni. Non so se si sono dimenticati o non mi hanno preso sul serio. L’ho trovata una cosa irrispettosa verso un cittadino che voleva solo pulire un pezzo di parco, una cosa che in realtà spetterebbe al Comune. Mi ci ero messa tanto, per me era un modo di svegliare le persone, di impegnarle in qualcosa di utile per la città. Roma sarebbe più bella se fosse pulita. Mi hanno insegnato che quando una cosa non ti piace, devi fare di tutto per cambiarla. Mettere tutto se stessi in qualcosa, io ci credo. Se fosse stato un torto solo verso di me avrei lasciato andare, non avrei fatto il sit in, i cartelli ma era il gesto che ho trovato insopportabile. E’ come quando suoni una melodia, io canto nel coro delle voci bianche dell’Accademia di Santa Cecilia, ne so qualcosa. Se c’è una nota stonata, non riesci a passarci sopra: o cerchi di fare tutto quello che puoi per correggerla o butti all’aria tutto perché la melodia non verrà mai bene”.

”Domani in piazza, cosa c’è di più importante che combattere per il proprio futuro?” – E’ tenace e combattiva, Lavinia. Un’altra delle battaglie, sua come di tanti ragazzi che domani scenderanno in piazza per il Fridays for future, è quella contro i cambiamenti climatici. ”Domani ci sarò alla manifestazione. Spero che venga tanta tanta gente. Cosa c’è di più importante che combattere per il proprio futuro? Adesso è il momento in cui possiamo decidere cosa sarà tra 20-30 anni il nostro pianeta e cosa ne sarà della nostra specie”.


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