Il risparmiatore Gentiloni vende azioni e bond  

Pubblicato da in data 26 Settembre 2019

Il risparmiatore Gentiloni vende azioni e bond

(Afp)

Pubblicato il: 27/09/2019 19:06

di Tommaso Gallavotti

Paolo Gentiloni, il prossimo commissario europeo all’Economia, si sta preparando all’audizione nel Parlamento Europeo che si terrà il prossimo 3 ottobre, in vista del voto del 23 ottobre a Strasburgo, e del primo novembre, quando si insedierà la Commissione di Ursula von der Leyen. Ora che andrà a fare il commissario europeo l’ex presidente del Consiglio ed ex ministro degli Esteri, ha deciso di liquidare non solo le azioni di cui era in possesso, ma anche i titoli di Stato e persino le quote in fondi comuni di investimento.

Un ‘giardinetto’ da risparmiatore costruito negli anni, niente di particolare, in realtà, per una persona della sua età e del suo reddito, che non è mai stato movimentato negli anni in cui Gentiloni era presidente del Consiglio. Vendendo i titoli il futuro commissario all’Economia taglia la testa al toro, prevenendo eventuali polemiche: per il copresidente del gruppo dei Verdi nel Parlamento Europeo, Philippe Lamberts, il “minimo”, per un commissario che possiede azioni, è conferirle ad un blind trust.

Gentiloni alienerà dunque, nel dettaglio, secondo carte depositate all’Europarlamento e rese pubbliche, 100 azioni Expedia (11.884 euro il valore stimato), 7mila Campari (59.033 euro), 313 Essilor Luxottica (40.981 euro), rivenienti probabilmente da un pacchetto Luxottica che deteneva da tempo, 300 Diasorin (31.385 euro), 70 Lvmh (26.526 euro), 67 Amazon (111.141 euro), 1.394 Experian (38.506 euro), 2.839 Enel (18.425 euro) e 860 Eni (12.127 euro), queste ultime intonse almeno dal 2013, quando, secondo documenti della Camera consultati dall’Adnkronos, erano già nel portafoglio dell’ex premier, quasi un ‘cassettista’, come molti italiani.

In tutto, le azioni nel portafoglio del risparmiatore Gentiloni, bilanciato tra titoli italiani ed esteri, valgono oggi poco meno di 350mila euro, secondo la dichiarazione depositata in vista dell’audizione di settimana prossima. Al primo giugno 2018 l’ex premier possedeva anche piccoli pacchetti di azioni Unicredit, Ferragamo, Ferrari, Basf, Nestlé, Total, Saint Gobain, Kering e altre, che non possiede più.

Nel corso del secondo semestre 2018, quando era arrivata al governo la coalizione gialloverde e piazza Affari calava, Gentiloni, libero da responsabilità di governo, aveva allargato un poco il suo ‘giardinetto’, sempre diversificando il rischio. Nel corso del secondo semestre 2018, sempre secondo documenti depositati alla Camera, Gentiloni aveva dunque comprato azioni di Microsoft, Array, Wirecard (quotata a Francoforte) e Adobe (Nasdaq), ma anche titoli italiani, come Amplifon, gioielli del made in Italy come Cucinelli e Technogym, e ancora Bio On e Nexi.

Nessuna di queste azioni risulta essere ad oggi nel portafoglio del futuro commissario all’Economia, che dunque nel frattempo se ne è liberato. Oltre alle azioni, nelle disponibilità di Gentiloni c’è anche un pacchetto di titoli di Stato, anche questi in corso di vendita (la liquidazione, come per le azioni e i fondi, “è in corso e si prevede che sia compiuta prima io che assuma la carica, se nominato”, scrive l’ex premier): Btp per 77.831 euro, CctEu per 50.275 euro e Treasuries americani per 9.100 euro, per un totale di circa 137mila euro. In questo caso, specie per i titoli di Stato italiani, il possibile conflitto di interesse con il portafoglio dell’Economia è più evidente che per le azioni. Ma anche qui procederà come sopra.

Gentiloni venderà però anche le quote che detiene in diversi fondi comuni di investimento Eurizon (gruppo Intesa SanPaolo), che sono anch’esse considerate a rischio di conflitto di interesse, anche se in teoria meno problematiche, sotto questo profilo, rispetto alle azioni e ai titoli di Stato. Si tratta di circa 220mila euro, ripartiti in fondi che investono sia nell’Eurozona che nelle Americhe e nei Paesi Emergenti, anche qui in un’ottica di diversificazione del rischio. In tutto, tra azioni, obbligazioni e fondi, il commissario Gentiloni si troverà a dover gestire poco più di 700mila euro.

Non si sa come impiegherà questa liquidità (e sono pure affari suoi), tuttavia trovare un impiego completamente scevro dall’ombra del conflitto di interesse, escludendo il materasso, non sembra facilissimo: un lato del problema, questo, non affrontato, apparentemente, dai regolamenti parlamentari e neppure nel codice di condotta dei commissari. In ogni caso, Paolo Gentiloni ha deciso di risolvere la questione nel modo più netto: vendendo tutto.


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