Mostre: Londra, ‘My life in flux’ alla Cardi Gallery  

Pubblicato da in data 27 Settembre 2019

'My life in flux' alla Cardi Gallery London

Pubblicato il: 28/09/2019 12:06

Cardi Gallery London, in Grafton Street, presenta ‘My life in flux’, una mostra che esamina l’esperienza di Fluxus attraverso la lente di Gino Di Maggio e Francesco Conz, due personalità differenti, ma entrambe nel cuore di diverse fasi dello sviluppo di Fluxus. Di Maggio, famoso attivista politico e ‘compagno di viaggio’ di molti artisti, era impegnato nella promozione del neonato movimento e delle sue successive fasi sia in Europa che in America. Conz era invece un editore, collezionista e produttore che lavorava a stretto contatto con gli artisti d’avanguardia. Dal 1972 e per più di trent’anni fu anche uno dei più prolifici editori delle edizioni Fluxus, con legami profondi con Maciunas & Co.

‘My life in flux’, visitabile dal 2 ottobre al 21 dicembre, riunisce oltre 80 opere realizzate tra il 1955 e il 2006, molte delle quali mai viste prima in Gran Bretagna. La mostra, inoltre, include numerose edizioni multimediali che rappresentano l’ampia gamma di materiali utilizzati dagli artisti di Fluxus. I curatori, Gigiotto Del Vecchio e Davide Di Maggio, hanno selezionato opere chiave realizzate da 37 artisti, compresi i principali attori di Fluxus insieme a compositori e artisti visuali che hanno influenzato le pratiche degli artisti del movimento e di quelli che a esso si sono ispirati. La mostra presenta pezzi di Conz, Di Maggio e altre collezioni private, giustapponendoli con quelli dell’Archivio Gualco.

Molti artisti di Fluxus hanno lavorato su una grande varietà di media, da pittura e scultura a format meno tradizionali come performance, video, poesia e musica sperimentale. Sulla scia di una nuova interpretazione di Dada, del lavoro di altri esponenti dell’Arte Concettuale come Marcel Duchamp e John Cage e dell’estetica minimalista tipica degli anni Sessanta, gli artisti di Fluxus si sono rivolti a gesti espansivi e rivoluzionari, a esperienze collettive basate su sviluppi sociologici, filosofici e tecnologici, con l’obiettivo di cambiare la percezione politica, sociale ed estetica.

Gli artisti di Fluxus condividevano una visione radicale del mercato dell’arte e del suo elitarismo: non vollero mai, né immaginarono, di posizionarsi all’interno delle dinamiche capitalistiche del mercato dell’arte; cercarono invece di esprimere le loro idee impegnandosi in un’alternativa parallela all’industria dell’arte mainstream che si stava formando in quegli anni. “La cosa più importante di Fluxus è che nessuno sa cosa sia” disse Robert Watts. In effetti, ridurre Fluxus a un movimento artistico è fin troppo limitante: può essere meglio definito come un “atteggiamento verso l’arte”. Nelle parole del suo padre fondatore, George Maciunas, “Fluxus-art-fun dovrebbe essere semplice, divertente e poco impegnativo, dovrebbe riguardare cose insignificanti, non dovrebbe richiedere abilità speciali e innumerevoli prove…”.


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