Roma, chiuso e poi riaperto ristorante del maxi scontrino a turiste  

Pubblicato da in data 27 Settembre 2019

Roma, chiuso e poi riaperto ristorante del maxi scontrino a turiste

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Pubblicato il: 28/09/2019 13:40

Ha riaperto i battenti il ristorante Antico Caffè di Marte, che era stato momentaneamente chiuso per irregolarità legate all’occupazione di suolo pubblico. Il locale era salito alla ribalta delle cronache per la vicenda di uno scontrino da 430 euro presentato a due turiste giapponesi al termine di un pranzo. Il locale era già stato sottoposto a controlli amministrativi il 2 settembre scorso dagli agenti del I Gruppo Trevi della Polizia Locale di Roma Capitale e sanzionato con la chiusura per 5 giorni per occupazione irregolare di suolo pubblico. Dopo aver provveduto al ripristino dello stato dei luoghi, i titolari del ristorante hanno così potuto riprendere regolarmente l’attività.

Un’altra contestazione, apprende l’Adnkronos, avrebbe riguardato l’inserimento del cosiddetto ‘servizio’ nelle ricevute rilasciate alle due turiste. La sanzione dovrebbe aggirarsi complessivamente sui 4-5mila euro.

Per quanto riguarda l’importo del pranzo, nel menù tutto era indicato correttamente. Analizzata la fattura con il dettaglio delle pietanze ordinate, gli agenti della Polizia locale hanno riscontrato che lo scontrino corrispondeva a quanto effettivamente consumato dalle due turiste, comprese alcune portate di pesce fresco, con il prezzo che varia a seconda del peso.

Sulla vicenda, che ha suscitato molto scalpore, è intervenuto ieri l’avvocato Carlo Scorza, legale dei titolari del ristorante, precisando che “le due turiste giapponesi hanno consumato oltre al primo piatto ‘tonnarelli cacio e pepe’, due grigliate di pesce fresco misto, contorno di grigliata di verdure, oltre bevande e servizio al tavolo e, addirittura, in occasione del pagamento, hanno elargito ai camerieri una mancia di 80 euro”. “Singolare” è stata definita “la circostanza che nessuna contestazione è sorta al momento del pagamento avvenuto in data 4 settembre 2019 e che, solo a distanza di oltre venti giorni, le due turiste si siano ricordate di contestare il conto”.


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