Austria al voto, incognita futuri alleati per Kurz  

Pubblicato da in data 29 Settembre 2019

Austria al voto, incognita futuri alleati per Kurz

(Foto Afp)

Pubblicato il: 30/09/2019 06:38

Oltre 6,4 milioni di elettori sono chiamati oggi alle elezioni in Austria, in un voto che vede chiaramente favorito il partito Popolare (Oevp) dell’ex cancelliere Sebastian Kurz. La principale incognita è però con chi vorrà formare la coalizione, se con i vecchi alleati di estrema destra del Fpoe, travolti dallo scandalo dell’Ibizagate che fece cadere il governo in primavera, o se preferirà un alleanza con i Verdi e i liberali del Neos.

“Come partito Popolare tradizionalmente non abbiamo mai scartato un partito democraticamente eletto, e così sarà anche questa volta. Se verrò eletto, discuterò con tutti i partiti”, ha detto giovedì Kurtz in un dibattito televisivo, mostrando di volersi lasciare le mani libere.

Nato nel 1986 e soprannominato Wunderwuzzi (bambino prodigio), Kurz è stato il ministro degli Esteri e il cancelliere più giovane d’Austria. E ha conquistato la guida del partito Oevp con una sterzata a destra sulla questione dei migranti. In campagna elettorale non ha dimenticato questo tema, ma intanto l’opinione pubblica appare più preoccupata dei cambiamenti climatici in un trend che potrebbe spingere verso un’alleanza con Verdi e Neos.

Gli ultimi sondaggi assegnano all’Oevp di Kurz il 34%, in crescita rispetto al 31,5% ottenuto alle elezioni del 2017. L’Fpoe viene dato al 20%, in calo rispetto al 26% del 2017 dopo che la vicenda dell’Ibizagate ha travolto in maggio il leader Heinz Christian Strache, costringendolo a dimettersi da vice cancelliere e leader del partito, in una crisi che ha fatto cadere il governo e convocare elezioni anticipate. I Verdi sono accreditati al 13% (erano al 4%) e Neos all’8%, mentre i socialdemocratici (Spoe) sono indicati come secondo partito al 23%.

Pur senza escludere nessuna alleanza, Kurz ha voluto prendere le distanze dall’Fpoe, precisando che lo scandalo in cui è stato coinvolto Strache non è stato l’unico motivo che lo ha spinto a lasciare. L’altro, ha spiegato, sono i legami tra il Fpoe e gli estremisti: “Ho sempre avuto problemi con i continui ammiccamenti del partito agli Identitari, gli skinhead e le frange dell’estrema destra”, ha dichiarato il cancelliere uscente durante un dibattito televisivo con il nuovo leader del Fpoe, Norbert Hofer.

A marzo, nel pieno di un’indagine della procura su denaro fatto arrivare ad una figura di spicco del movimento Identitario dal presunto attentatore delle moschee di Christchurch, i media hanno scoperto l’esistenza di legami tra il movimento xenofobo e politici del Fpoe. A settembre, nel fulcro della campagna elettorale, Ursula Stenzel, esponente di spicco del Fpoe, ha preso parte ad una fiaccolata notturna organizzata dagli Identitari per ricordare la fine dell’assedio turco di Vienna nel 1683 e lanciare un monito sull’islamismo in Europa. Sempre da esponenti politici del partito sono arrivati attacchi offensivi nei confronti dei migranti, ad esempio con la pubblicazione di un poema che li paragonava ai ratti.

L’Fpoe sembra tuttavia convinto che l’unione con l’Oevp possa essere ancora solida ed ha affidato ad un ‘terapista di coppia’ il compito di farsi portavoce di questa tesi. “Lasciatemi andare dritto al punto – afferma il consulente matrimoniale in un video diffuso durante la campagna – Avete un’ottima relazione, andate d’accordo, avete rispetto l’uno per l’altro, condividete le stesse idee. Volete veramente mettere a repentaglio tutto questo?”.

Solo all’indomani del voto, si potrà avere il responso sulle possibile alleanze. Kurz, secondo gli analisti, non può permettersi di dar vita ad un nuovo governo instabile dopo la fine prematura dei due precedenti esecutivi, la coalizione con i socialdemocratici caduta nel 2017 e quella con l’estrema destra, travolta a maggio dal video dell’Ibiza gate.

L’unico partito apparentemente del tutto escluso da una corsa alla formazione del nuovo governo è quello socialdemocratico (Spoe), come è sembrato confermare il recente dibattito televisivo tra il capo del partito e Kurz. Il cancelliere, ha accusato la leader Pamela Rendi-Wagner, è un freddo calcolatore che fa filtrare informazioni personali e confidenziali riguardanti i suoi rivali alla stampa. “Siamo a miglia di distanza”, ha dichiarato Kurz parlando dei due partiti.

A guidare l’Austria al voto è un governo ad interim guidato dall’ex giudice della Corte Costituzionale Brigitte Bierlein, insediatosi ai primi di giugno. Il video che ha fatto cadere il governo Kurz, era stato registrato in una villa di Ibiza durante una serata con troppo alcol, durante la quale Heinz-Christian Strache, allora leader del Fpoe, aveva promesso accordi vantaggiosi nel settore delle infrastrutture e dei media nel suo paese alla presunta nipote di un oligarca russo. Girato prima delle elezioni del 2017, il video è poi apparso sui media la scorsa primavera quando Strache era vice cancelliere.

Giovedì scorso sono arrivati nuovi guai giudiziari per Strache, dopo che la procura di Vienna ha annunciato una nuova indagine a suo carico, con l’accusa di aver sottratto fondi al proprio partito, facendosi rimborsare spese private con fatture false. L’indagine coinvolge anche la sua ex guardia del corpo e la manager del suo ufficio. Rischiano tutti fino a tre anni di carcere.


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