La londinese Soldo rafforza polo romano e cerca 30 ingegneri 

Pubblicato da in data 29 Settembre 2019

La londinese Soldo rafforza polo romano e cerca 30 ingegneri

Pubblicato il: 30/09/2019 13:23

Soldo, la società con sede a Londra fondata da Carlo Gualandri e considerata una delle fintech più illuminate del proprio settore, investe in modo deciso sul polo R&D di Roma selezionando 30 ingegneri. Aperta nel 2015, la sede di Roma è sempre stata il cuore dello sviluppo e dell’innovazione tecnologica della società leader nel settore dello spend management che ha ottenuto in totale 82 milioni di finanziamento dai principali fondi esteri, registrando una crescita del 500% nel 2018.

Sono oltre 30 le posizioni aperte, per ingegneri con più profili: sviluppatori web, mobile e back-end e altre figure professionali, tra Hr e data analyst, per lavorare in una sede italiana ma internazionale, dove la lingua ufficiale è l’inglese insieme all’attuale team di 80 professionisti guidati da Carlo D’Acunto, Ceo di Soldo Technology (i profili ricercati sono disponibili sul sito https://soldo.workable.com/).

“Siamo orgogliosi che il nostro polo romano – commenta Carlo D’Acunto – rappresenti un’eccellenza per la tecnologia. E a maggior ragione felici di questo ulteriore potenziamento del nostro team: da noi si lavora con standard, metodologie e tecnologie allo stato dell’arte, in un contesto di best practice internazionali e in un ambiente di lavoro agile, dinamico e informale e davvero stimolante. Perché è proprio l’innovazione tecnologica ad avere reso Soldo una delle start up più apprezzate a livello internazionale e considerate le più promettenti, come dimostrano i recentissimi innesti di capitale da parte dei più grandi fondi del mondo: la sua tecnologia, che vive nel cloud, è stata progettata e sviluppata tutta internamente nella nostra sede di Roma”.

Anche Bending Spoons, plurifinanziata da fondi importanti tra cui Nuo Capital, il fondo di Hong Kong, è tornata in Italia. “Nel 2013 abbiamo fondato Bending Spoons a Copenaghen. Siamo tornati in Italia nel 2014, quando sembrava una scelta folle, perché credevamo, e continuiamo a credere, che questo paese formi ogni anno centinaia di talenti che poi rimangono poco valorizzati, o che devono andare all’estero per trovare lavori soddisfacenti. Per ora i risultati ci hanno dato assolutamente ragione”, dice Luca Ferrari, co-fondatore di Bending Spoons.

“Perché scegliere – afferma Carlo Majer, co-Managing Partner di Littler, studio internazionale di Diritto del lavoro – di prendere personale in Italia? Intanto, perché quando il personale che si deve assumere è particolarmente specializzato o proviene da eccellenze universitarie, i nostri Politecnico nel campo dell’ingegneria sono un validissimo bacino. E poi perché assumere in Italia è conveniente. Paradossalmente, l’elevato costo della manodopera qualificata, che in Italia è tale soprattutto per effetto degli oneri sociali, è ben più basso che a Londra per esempio, dove gli stipendi, specie in certi settori, sono molto più alti”.


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