Torregiani: “Reddito a chi colpì lo Stato è un controsenso”  

Pubblicato da in data 29 Settembre 2019

Torregiani: Reddito a chi colpì lo Stato è un controsenso

(Fotogramma)

Pubblicato il: 30/09/2019 20:41

di Sara Di Sciullo

“E’ un controsenso che una persona che ha colpito il Paese per diversi anni, creando il terrore, ora usufruisca di benefici da parte di quello stesso Paese che ha colpito”. Alberto Torregiani, figlio di Pierluigi Torregiani, ucciso quarant’anni fa da un commando dei Pac davanti alla gioielleria di famiglia a Milano, commenta così all’Adnkronos la notizia che l’ex terrorista Federica Saraceni, condannata a 21 anni e sei mesi per l’omicidio di Massimo D’Antona, riceve il reddito di cittadinanza, e auspica che si “intervenga immediatamente”.

Secondo Torregiani, che nello stesso agguato in cui il padre morì fu gravemente ferito e da allora è costretto sulla sedia a rotelle, “è discutibile” che la ex Br percepisca il sussidio ma “il problema di fondo è a monte se ci sono le condizioni che glielo permettono”. “Chissà quanti delinquenti, magari anche mafiosi, stanno percependo il reddito di cittadinanza“, sottolinea Torregiani che, a questo punto, auspica “paletti” sul percepimento del sussidio.

Alla fine, secondo Torregiani, chi ci rimette sono i più deboli. Come è già accaduto per i disabili: il figlio dl gioielliere ucciso si dice infatti “indignato” dell’assenza del ministero della Disabilità nel governo Conte bis a differenza del precedente esecutivo. “Dopo due anni di lavoro”, sottolinea Torregiani spiegando che c’erano in piedi vari progetti, ora manca un dicastero dedicato mentre “è doveroso avere una lente di ingrandimento sui 5 milioni di disabili, ai quali bisogna dare voce”. Per Torregiani inoltre “è strano si possa pensare di dare la delega a una persona normodotata. Io, sotto il precedente governo, proposi a Fontana (l’ex ministro) ma anche a Mattarella, una riforma della legge sulle barriere architettoniche”.

Torregiani era pronto anche a candidarsi per un ruolo come quello di “garante” sul tema “e mi sono proposto perché sono conosciuto per la mia storia, dalla quale la mia disabilità consegue, e la sensibilità per capire come lavorare in questo settore è nel mio dna”.


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