Conflavoro Pmi in Senato, per riders una rc auto sulla sicurezza  

Pubblicato da in data 30 Settembre 2019

Conflavoro Pmi in Senato, per riders una rc auto sulla sicurezza

Roberto Capobianco presidente Conflavoro Pmi

Pubblicato il: 01/10/2019 16:13

Formazione obbligatoria per la sicurezza dei riders (da non considerare lavoratori subordinati) e per loro assicurazione sulla falsariga della Rc auto. Per quanto concerne la prevenzione delle crisi aziendali, poi, massima e lungimirante attenzione anche alle piccole e medie imprese e non soltanto ai grandi gruppi, prevedendo l’istituzione di un apposito tavolo pubblico-privato ministeriale riservato loro.

E’ questa la posizione di Conflavoro Pmi in merito al decreto legislativo 101/2019 in conversione di legge, espressa oggi in Senato davanti alle commissioni Industria e Lavoro da Alfredo Trinchese, dirigente dell’area Sviluppo Italia dell’associazione presieduta da Roberto Capobianco. In particolare, per Conflavoro Pmi occorre tutelare in pieno i riders con una formazione obbligatoria sulla sicurezza sul lavoro e una copertura assicurativa che si configuri con un sistema simile a quello dell’Rc auto. Dove, fatto salvo il contenuto minimo delle polizze, si lascia massima libertà alle parti.

In questa forma, l’ipotesi dell’eventuale intervento Inail sarebbe così residuale o surrogatorio. In ogni caso, per Conflavoro Pmi è un’azione necessaria e a oggi ottimale quella che sta progettando l’Inps con la piattaforma digitale per gestire contratti, contributi e rapporti di lavoro dei riders.

In particolare sul capitolo delle crisi aziendali, poi, Conflavoro sottolinea come le piccole e medie imprese siano ancora messe in secondo piano rispetto ai grandi gruppi. “Sono infatti tralasciate di nuovo le difficoltà delle pmi – ricorda l’associazione – le quali riscontrano problemi strutturali strettamente correlati all’accesso al credito, alla semplificazione fiscale e burocratica nonché alla riduzione contributiva, così come necessitano di incentivi alla crescita, formazione professionale e trasformazione digitale per poter competere equamente anche con l’estero”.

“Tutte questioni preminenti – evidenzia Conflavoro Pmi – poiché l’Italia non è fatta solo di grandi gruppi imprenditoriali, anzi il Paese ha la colonna portante proprio nella piccola e media impresa e nelle esigenze produttive dei singoli territori“.

“Ecco perché anche il tentativo di salvaguardare i posti di lavoro nelle crisi aziendali deve passare da una visione del lavoro che guardi quantomeno al 2030 e non all’immediatezza, altrimenti si rischia con concretezza di investire risorse in assistenzialismo che è solo fine a sé stesso. Servono in sostanza progetti lungimiranti e il coinvolgimento delle istituzioni a tutti i livelli, comunque sia istituendo da subito un apposito tavolo pubblico-privato che noi chiameremmo significativamente ‘Pmi per l’Italia’”, conclude.


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