Russiagate, Wsj: gli Usa hanno chiesto aiuto agli 007 italiani  

Pubblicato da in data 30 Settembre 2019

Russiagate, Wsj: gli Usa hanno chiesto aiuto agli 007 italiani

(Fotogramma/Ipa)

Pubblicato il: 01/10/2019 14:49

Il ministro della Giustizia americano, William Barr, si è recato a Londra e in Italia per incontrare funzionari d’intelligence nell’ambito del Russiagate. Lo rivela il Washington Post, scrivendo che Barr è stato la settimana scorsa nel nostro paese assieme a John Durham, il procuratore da lui incaricato di indagare sulle origini dell’inchiesta del Russiagate, soddisfacendo le richieste di Donald Trump che parla di un complotto ordito dai democratici. Agli italiani, Barr ha chiesto aiuto per le indagini di Durham, cui ci si riferisce come ‘spygate’. Secondo le fonti del quotidiano americano, non era la prima volta che Barr veniva in Italia per incontrare funzionari dell’intelligence.

Le rivelazioni del Post arrivano dopo che i democratici hanno avviato la procedura d’impeachment contro Trump e alimentano ulteriormente il sospetto che il presidente americano si serva dei poteri della sua amministrazione per portare avanti indagini contro i suoi avversari politici. Trump, ha ora rivelato il New York Times, ha chiesto aiuto anche al primo ministro australiano Scott Morrison per screditare l’indagine di Robert Mueller, procuratore speciale per il Russiagate.

Non solo Barr è stato a Roma e a Londra per contatti con l’intelligence, ma il Wall Street Journal scrive che il segretario di Stato Mike Pompeo ha partecipato all’ormai famosa telefonata fra Trump e il presidente ucraino Volodymir Zelensky, all’origine del Kievgate, in cui il capo della Casa Bianca ha fatto pressioni per riprendere le indagini sul figlio di Joe Biden, suo possibile avversario alle presidenziali del 2020.

“Durham sta raccogliendo informazioni da numerose fonti, compresi alcuni paesi stranieri. Su richiesta dell’Attorney general Barr, il presidente ha contattato altri paesi per chiedere di presentare il procuratore generale e Mr. Durham ai funzionari competenti”, ha affermato Kerri Kupec, portavoce del dipartimento di Giustizia, quando le è stato chiesto un commento sulle indiscrezioni stampa.

Gli incontri all’estero di Barr, nota il Washington Post, hanno sollevato preoccupazioni fra alcuni esponenti dell’intelligence americana, secondo i quali il ministro della Giustizia sta cercando di corroborare teorie cospirative dell’estrema destra per difendere Trump dalle accuse del Russiagate. Al centro di queste teorie vi è la figura di John Mifsud, professore di origine maltese che ha insegnato alla Link University di Roma ed è poi scomparso dalla scena pubblica.

Mifsud compare nelle indagini del procuratore speciale Robert Mueller sulle interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. George Papadopoulos, ex collaboratore della campagna elettorale di Trump, ha scontato due settimane di carcere nell’ambito dell’indagine del Russiagate dopo aver ammesso di aver mentito sui suoi incontri con Mifsud.

Fra questi incontri c’è una conversazione dell’aprile 2016, in cui Mifsud avrebbe parlato a Papadopoulos di mail compromettenti su Hillary Clinton, allora candidata democratica alle presidenziali. Una versione di questa conversazione è stata riportata alle autorità americane anche da un diplomatico australiano che parlò con Papadopoulos a Londra. Le indagini di Mueller suggeriscono che Mifsud lavorasse per conto dei russi, ma secondo teorie complottiste la sua era invece una “trappola” contro Trump, sostenuto da agenzie d’intelligence occidentali.

“Dovrebbe preoccupare tutti noi che un Attorney General voli all’estero e spenda il suo tempo per screditare le origini delle indagini di Mueller invece di combattere il crimine negli Stati Uniti”, ha twittato l’ex procuratore federale americano Renato Mariotti.


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