Influenza: medici famiglia, senza ritardi su vaccini obiettivo +10% copertura  

Pubblicato da in data 15 Ottobre 2019

I medici, vaccinare il 10% in più di italiani contro l'influenza

Pubblicato il: 16/10/2019 13:40

Le coperture vaccinali della scorsa stagione influenzale (2018/2019) risultano, secondo i dati pubblicati dal ministero della Salute, sostanzialmente stabili (15,8%) rispetto all’anno precedente (15,3%). Fra gli ‘over 65’, invece, principali destinatari della campagna vaccinale antinfluenzale, dalla stagione 2015/16 l’andamento della copertura ha sempre mostrato un costante aumento, arrivando al 53% lo scorso anno. Nel 2019-2020 però, “si punta ad aumentare il numero di persone vaccinate del 10-15% e per farlo penso sarebbe auspicabile allargare la campagna di immunizzazione almeno alle prime settimane di gennaio, soprattutto se si dovessero verificare ritardi nella consegna dei vaccini negli studi dei medici di famiglia”, dice all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg).

I vaccini, infatti, negli ambulatori dei medici di famiglia “non sono ancora disponibili. Si trovano a pagamento in farmacia, perché le farmacie hanno meccanismi privatistici per l’approvvigionamento dei prodotti. Noi siamo in attesa di una circolare ministeriale per la settimana prossima, e poi si avvierà la distribuzione dei vaccini. I tempi sono legati a meccanismi organizzativi: alcune Asl consegnano i prodotti direttamente, altre prevedono il ritiro presso i loro magazzini, con possibili disagi e ‘code’”.

“Il nostro obiettivo è aumentare le coperture vaccinali soprattutto nelle categorie a rischio, perché bisogna ricordare che l’influenza può portare a complicanze anche mortali. Certo che, se i vaccini li consegnano la prima o la seconda settimana di novembre – riflette Scotti – avrò solo un mese, un mese e mezzo per realizzare tutto il processo: per questo, penso sarebbe opportuno allungare la campagna vaccinale fino alle prime settimane di gennaio, invece che chiuderla al 31 dicembre. La durata della campagna si riflette molto sulla copertura vaccinale, perché i medici non fanno solo quello: hanno i pazienti da visitare, soprattutto quelli che si infettano perché non vaccinati”.

Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma, conferma all’Adnkronos Salute che “le vendite del vaccino contro l’influenza nella mia farmacia, ad Anzio (Roma), sono iniziate ma risultano nella media, non ci sono stati particolari picchi in questi giorni. Il prodotto costa fra gli 8 e i 18 euro a seconda dei ceppi virali inclusi nel vaccino e occorre la ricetta medica in corso di validità per l’acquisto: a somministrarlo sarà l’infermiere, laddove presente, nelle farmacie, oppure il proprio medico”.

Negli studi di medicina generale, prosegue il segretario Fimmg, “facciamo molto ‘marketing pubblicitario’ sul vaccino, con manifesti che spiegano quanto sia importante immunizzarsi contro l’influenza stagionale. In Sicilia, su ogni ricetta dispensata viene scritto ‘ricordati di fare il vaccino’. E viene anche sottolineato che la vaccinazione antinfluenzale è l’occasione giusta anche per fare il vaccino contro lo pneumococco”.

E le mamme oggi non rappresentano più un ‘ostacolo’ alla vaccinazione dei più piccoli: soprattutto quelle che lavorano a tempo pieno, “chiedono sempre di più a noi pediatri di effettuare sui loro bambini la vaccinazione contro l’influenza. Ogni anno le richieste aumentano. Perché si tratta di una misura di prevenzione sanitaria del tutto sicura, che li mette al riparo dal principale malanno stagionale”, racconta Giorgio Conforti, referente nazionale Vaccini della Federazione italiana medici pediatri (Fimp).

“Spesso non si considera – spiega l’esperto – che la metà dei bambini che vengono ricoverati per complicanze dell’influenza stagionale non sono bambini con malattie croniche, bensì bimbi sani che non erano stati vaccinati. Ci sono alcune Regioni italiane che stanno portando avanti progetti per la vaccinazione antinfluenzale indirizzata ai bimbi sani che vanno negli asili nido e/o che stanno molto con i loro nonni: più vacciniamo i piccoli, più proteggiamo gli anziani, questo il messaggio da divulgare”.

Il segreto è puntare sulla fiducia riposta nei confronti del proprio medico curante. “Se la vaccinazione viene offerta dal medico di fiducia, piuttosto che in un centro vaccinale, con dottori che non si conoscono – sottolinea Silvestro Scotti – le mamme sono molto disposte a sottoporre i loro figli alla vaccinazione antinfluenzale. Questo perché viene offerto un accompagnamento all’immunizzazione e viene fornito un riferimento anche per eventuali problemi successivi. Le mamme lavoratrici sono quelle che più di tutte sottopongono i bambini alla vaccinazione, spesso per l’impossibilità di assentarsi dall’impiego nel caso il piccolo abbia la febbre”.


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