Mostre: Roma, ‘della materia spirituale dell’arte’ al Maxxi  

Pubblicato da in data 15 Ottobre 2019

'della materia spirituale dell’arte' è al Maxxi

Pubblicato il: 16/10/2019 18:50

Esiste ancora un’esigenza spirituale alla base delle istanze dell’arte? Per riflettere su questo e altri interrogativi il Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, riunisce alcuni tra i più importanti protagonisti della scena artistica dei nostri tempi nella grande collettiva ‘della materia spirituale dell’arte’, voluta dalla presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri e curata da Bartolomeo Pietromarchi, che apre i battenti domani.

‘della materia spirituale dell’arte’ è un progetto che indaga il tema dello spirituale attraverso lo sguardo dell’arte contemporanea e, al contempo, della storia arcaica di Roma. In un allestimento che offre possibilità multiple di percorso sono esposti i lavori di diciannove artisti, nomi di spicco del panorama internazionale, provenienti da culture e con background differenti.

Le opere di John Armleder, Matilde Cassani, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Elisabetta Di Maggio, Jimmie Durham, Haris Epaminonda, Hassan Khan, Kimsooja, Abdoulaye Konaté, Victor Man, Shirin Neshat, Yoko Ono, Michal Rovner, Remo Salvadori, Tomás Saraceno, Sean Scully, Jeremy Shaw e Namsal Siedlecki, realizzate per la maggior parte nell’ultimo biennio e ripensate appositamente per gli spazi del Maxxi, sono esposte a fianco di diciassette straordinari reperti archeologici etruschi, romani e di produzione laziale.

I reperti acheologici provengono da quattro tra i principali musei di Roma (Musei Vaticani, Museo Nazionale Romano, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Musei Capitolini) e risalgono a un periodo compreso tra l’VIII sec a.C. e la fine del IV sec d.C., ovvero dalle origini di Roma sino al momento in cui il Cristianesimo diventa religione di Stato, e sono quindi rappresentativi del percorso che conduce dal mondo arcaico a quello premoderno, dalla dimensione collettiva del sacro in era pagana all’affermarsi di una dimensione più individuale dello spirituale in età post classica.

“La domanda sull‘Essere, sull’espansione spirituale dell’uomo, ha definito la ricerca artistica da sempre – afferma Giovanna Melandri – L’arte è talvolta capace di cogliere la nostra tensione ad andare oltre l’illusione delle forme e della materia (Maya). Come scriveva Schopenhauer, l’arte può miracolosamente elevarsi sopra la vita e contemplarla, trascendendola. Ho voluto moltissimo questo progetto, che nasce dalla mie chiacchierate con Lea Mattarella, ed è dedicato a lei”.

“Non è stato facile definirne il profilo e i confini, ma sono certa che questa mostra contribuirà ancora di più ad ampliare il perimetro della ricerca, artistica e ideale, del ‘laboratorio’ Maxxi. Sono convinta – prosegue Melandri – che la domanda aperta sulla natura spirituale della persona, al di là di ogni dogma religioso, sia una domanda che chiede urgentemente di essere posta all’uomo contemporaneo. Ringrazio i Musei Vaticani, il Museo Nazionale Romano, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini che hanno condiviso con noi questo progetto”.

“La compresenza e la relazione tra elementi contrapposti è molto evidente – afferma Bartolomeo Pietromarchi, Direttore Maxxi Arte – e la sua messa in risalto è la forza dell’intero progetto. È proprio questa impossibile composizione tra corpo e anima, tra materia e spirito a essere la più fedele rappresentazione della nostra essenza. Con ‘materia spirituale dell’arte’, intendo ciò che fa leva su tale dicotomia, tra una dimensione materiale legata all’esperienza personale e un’esigenza di ritrovare pratiche e significati che elevino lo spirito al di sopra di essa.”


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