Tetto contanti, come funziona in Ue 

Pubblicato da in data 15 Ottobre 2019

Tetto contanti, come funziona in Ue

Pubblicato il: 16/10/2019 11:06

Non dite a un tedesco di rinunciare al cash, ma non dite neanche a uno svedese che deve pagare in contanti. La ‘mappa’ europea dei paesi che, come l’Italia, dichiarano guerra ai pagamenti in denaro sonante non è ancora omogenea, seppur vari paesi stanno introducendo paletti.

La Germania non fissa alcun limite. L’80% delle transazioni al dettaglio è in contanti. Inoltre, in linea con la passione per il cash, il paese nel 2016 ha registrato un nuovo boom delle vendite di casseforti, sulla scia di un’eredità storica pesante per nascondere al regime nazista le ricchezze o semplicemente per una persistente sfiducia verso le banche. Zero limiti ai pagamenti in contanti anche per Malta, Cipro, Austria, tra gli altri. In Belgio e Slovacchia il tetto è fissato a 3mila euro. In Francia e Spagna negli ultimi anni il limite è sceso a 1.000 euro. In Grecia è a 1.500.

‘Campioni’ dei pagamenti elettronici sono i paesi del blocco nordico: Svezia, Danimarca e Finlandia, che vantano indici di pagamenti elettronici altissimi (cashless society index Ambrosetti 2019), rispettivamente 8,46; 7,42 e 7,31 in una scala da 1 a 10. Contro l’Italia che si ferma a 3,68. In Svezia in particolare è elettronico l’80% dei pagamenti, si acquistano con carta persino i biglietti del bus, ed entro il 2023 il paese punta a diventare la prima nazione cashless del mondo, con un’economia 100% digitale.


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