Disordini e scontri a Barcellona, chiusa la Sagrada Familia 

Pubblicato da in data 17 Ottobre 2019

Sciopero generale in Catalogna, disordini e scontri a Barcellona

(AFP)

Pubblicato il: 18/10/2019 10:06

Sciopero generale e manifestazioni oggi in Catalogna: a Barcellona confluiranno 5 cortei provenienti da altrettante città catalane. Seguirà una grande manifestazione nella città teatro ancora ieri sera di disordini e scontri. I manifestanti che contestano le sentenze contro i leader separatisti hanno protestato per il quarto giorno consecutivo, allestito barricate con cassonetti dell’immondizia in fiamme e mobili e in alcuni momenti sono scoppiati scontri tra dimostranti ed agenti, contro i quali sono stati lanciati pietre e petardi.

La polizia è riuscita a tenere distinte due manifestazioni di segno opposto: una a favore dell’indipendenza della Catalogna, l’altra organizzata dall’estrema destra. Secondo un’emittente locale dopo la mezzanotte nelle strade della capitale regionale si trovavano ancora migliaia di attivisti. Manifestazioni si sono svolte anche a Girona e Lleida, mentre il leader del governo regionale, Quim Torra, minacciava di indire un altro referendum sull’indipendenza dalla Spagna. “Se veniamo condannati a 100 anni di prigione per aver allestito le urne, la risposta è chiara: dobbiamo rifarlo per la nostra autodeterminazione”, ha dichiarato nel parlamento regionale. Torra si è detto oltraggiato dalle sentenze contro i leader separatisti, che ha definito “un’enorme farsa”.

Intanto l’ex presidente catalano Carles Puigdemont si è presentato oggi spontaneamente presso la sede della procura a Bruxelles in relazione alla riattivazione dell’ordine di cattura europeo a suo carico. Lunedì scorso – si legge su ‘El Mundo’ – il giudice Pablo Arena ha consegnato alle autorità belghe la documentazione necessaria per chiedere l’arresto e la consegna di Puigdemont.

“Il presidente, accompagnato dai suoi avvocati, è comparso, volontariamente, davanti alle autorità belghe in relazione all’Ordine di cattura e consegna europeo”, ha spiegato l’ufficio di Puigdemont in un comunicato. “Il 130mo presidente della Generalitat in esilio sta seguendo tutti i passi ufficiali che accompagnano questo procedimento. Ha respinto la notifica e si è opposto alla consegna in Spagna“.

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