Centro, Becchetti: “Manifesto è copione in cerca d’autore che sfida destra e sinistra” 

Pubblicato da in data 30 Ottobre 2019

Centro, Becchetti: Un 'copione' in cerca d’autore che sfida destra e sinistra

Leonardo Becchetti

Pubblicato il: 31/10/2019 13:12

di Roberta Lanzara

Il Manifesto intorno a cui hanno deciso di raccogliersi gruppi e associazioni di ispirazione cristiana di tutta Italia per trasformare attraverso l’azione di una nuova organizzazione la politica del Paese e le istituzioni è antitetico alla destra ed alternativo alla sinistra e rappresenta “una sfida ad entrambe le realtà”. Lo afferma all’Adnkronos Leonardo Becchetti, economista italiano, professore ordinario di Economia Politica presso l’Università di Tor Vergata e personaggio di riferimento tra gli estensori del Manifesto, che dichiara: “Bisogna recuperare una centralità. L’Italia ha bisogno di questo nuovo copione ‘in cerca d’autore’ che chiamerei il Manifesto della Felicità. Potrebbe identificarsi in un nuovo partito popolare o in una realtà già esistente che lo sposa. Questo si vedrà”.

“La tutela della vita e dei valori – spiega Becchetti – non può essere affidata ad una destra che poi ha comportamenti contrari ad accoglienza e tutela della persona. Né ad una sinistra – evidenzia – che pur essendo molto impegnata sul tema dei diritti e del sociale, non è altrettanto sensibile ai temi dei valori e della vita e che, con comportamento suicida, lascia il monopolio sul tema valoriale alla destra”.

La questione fondamentale – rimarca – è che in Italia ai tempi del partito popolare e anche della Democrazia Cristiana si faceva una cosa molto naturale: quella di mettere assieme i temi dei valori della vita con i temi del sociale. Oggi sembra quasi che ci si debba dividere: si sceglie il sociale e si lascia il monopolio dei temi spirituali e dei valori ad una destra che bacia il crocefisso e lo strumentalizza; e dall’altra invece si scelgono i valori ma non l’impegno sociale, l’accoglienza. Io credo che innanzitutto ci sia una questione di normalità: la persona è fatta di vita, valori e sociale”.

Il binomio destra-sinistra è una discrasia di cui è colpevole il bipolarismo, che “ci ha portato a questa scelta innaturale” e che il Manifesto della nuova organizzazione politica tenta di superare “rimettendo al centro la capacità di tenere assieme i vari elementi”. Come? “Attraverso un’Italia in cerca di autore” che, parlando di sostenibilità ambientale ed anche umana, sia rappresentativa delle nuove frontiere “legate ai temi della generatività e della ricchezza di senso, del benessere e del ben vivere che la politica – risponde l’economista – fa fatica ad assorbire”.

Centralità e non centro? “Puntiamo ad una frontiera innovativa rispetto a chi sta indietro. Sappiamo che per ricostruire il tessuto sociale c’è bisogno di un documento programmatico come il nostro che chiamerei ‘Manifesto della Felicità’. Non destra, centro e sinistra, dunque, ma ricchezza di senso e soddisfazione di vita. Abbiamo bisogno di partiti che mettano al centro questo tema: quello della sostenibilità umana“.

Scenderanno in campo per il Manifesto solo volti inediti? “Siamo aperti. Ci saranno facce nuove come quei cattolici da tempo impegnati nella prepolitica. Ma nessun paletto: le persone possono cambiare e l’esperienza politica è importante”.

E con Renzi? “Questa coalizione di governo è senza paragoni migliore di quello che è successo nei 14 mesi prima – risponde Becchetti – Ma la nostra è una sfida in più, se l’attuale coalizione non la coglie perde il colpo d’ala e la battaglia del consenso degli italiani, perché non si può vincere col vecchio copione. Rispetto a Renzi – precisa l’economista – il Manifesto vuole dire che c’è bisogno di uno scatto, di un passo avanti ancora maggiore, sebbene il suo tentativo rappresenti una mossa in quella direzione. Il Manifesto è un copione in cerca di autore per vincere la sfida contro il populismo e il sovranismo, che sono la risposta sbagliata al disagio dei ceti medi e più deboli. Se l’autore di questo copione – conclude – sarà un nuovo partito popolare o una realtà già esistente che lo sposa questo si vedrà”.


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