Il paparazzo Scarfone: “Da Lapo a Sircana, tanti sputtanati senza aver fatto nulla” 

Pubblicato da in data 3 Novembre 2019

Il paparazzo Scarfone: Da Lapo a Sircana, tanti sputtanati senza aver fatto nulla

Pubblicato il: 04/11/2019 09:57

Lapo Elkann a la trans Patrizia, Silvio Sircana e la prostituta transessuale, Piero Marrazzo e lo scandalo che mise fine alla sua carriera politica. Sono tante le ‘paparazzate’ usate per ‘far fuori’ qualcuno, grazie ad una interpretazione forzata, se non in malafede. Lo rivela il fotografo Max Scarfone in un’intervista a ‘Libero’, in cui getta nuova luce su alcuni degli scatti che hanno fatto più scalpore negli ultimi decenni, finiti sui settimanali scandalistici ma non solo.

Scarfone, che conosce bene Lapo, lo racconta come “un ragazzo di una gentilezza e umanità straordinaria”. Ma aggiunge “Lapo è il peggior nemico di se stesso”. “Ti ricordi la trans Patrizia? Ecco, per tutti Lapo aveva una storia con questa persona. E invece no. Io parlai con Patrizia, mi disse che Lapo andava da lei solo per parlare con qualcuno“. Per Scarfone quella notizia fu usata solo per danneggiare Lapo. “E non è certo l’unico caso”.

“Ti ricordi le foto di Silvio Sircana, il portavoce del governo al tempo di Prodi? Quello è stato un altro momento di linciaggio politico senza senso scaturito dalle mie immagini. Io so bene come andò quella sera”, dice Scarfone. Che poi aggiunge: “L’immagine rappresentava Sircana mentre parlava con una prostituta transessuale di Roma, ma nell’immaginario collettivo quel gesto è passato come se fosse poi effettivamente andato con questa. E invece no. Sircana andò via subito, ma quello scatto venne utilizzato politicamente per farlo fuori“. “Con Sircana – aggiunge – la politica e i media esagerarono”. “Un conto è usare delle immagini perché oggettivamente ritraggono una ‘notizia’, un conto è mettere a soqquadro la vita di un uomo e linciarlo con il solo obiettivo di colpire una parte politica”.

Infine, alla domanda se anche il caso Marrazzo fosse andato così, Scarfone risponde: “In fin dei conti sì. Io penso che, alla fine, gli scandali che nascono da queste cose siano strumenti per far fuori un avversario politico“. Secondo Scarfone, insomma, il potere si serve spesso dei paparazzi per battaglie personali o politiche: “Noi facciamo il nostro lavoro: è chi lo compra che sa a che cosa può servire”.


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