Ex Ilva: Calopresti, ‘operai sono gli ‘ultimi’ che non hanno scelta’  

Pubblicato da in data 7 Novembre 2019

Calopresti: Gli operai dell'Ilva sono gli 'ultimi', non hanno scelta

Mimmo Calopresti e Marcello Fonte (foto Adnkronos)

Pubblicato il: 08/11/2019 17:36

di Ilaria Floris

“Gli operai dell’Ilva sono dei padri costretti a lavorare in un posto che può creare le condizioni per cui i loro figli si possono prendere il cancro. Ci rendiamo conto? Prendersi il cancro per il lavoro dei padri, pensa il paradosso. Sono davvero gli ultimi. Il sud genera ricchezza, ma dobbiamo accoglierlo e amarlo, altrimenti questa ricchezza si perde”. Lo dichiara all’Adnkronos Mimmo Calopresti, commentando le vicende dell’Ex Ilva al centro delle cronache di questi giorni. “Sono persone – prosegue il regista calabrese- costrette a scegliere tra la loro vita da un lato, e poter guadagnare dei soldi dall’altro. Non hanno scelta, è assurdo”.

Il regista, ospite di ‘Adnkronos Live’ insieme all’attore Marcello Fonte, spiega che gli ‘ultimi’ sono al centro del suo ‘Aspromonte – La terra degli ultimi’, nelle sale dal prossimo 21 novembre prodotto da Italian International Film di Lucisano in collaborazione con Rai Cinema.”E’ l’idea di un gruppo di persone che vogliono mettersi insieme per esistere, perché nessuno le vede, e loro hanno bisogno di essere viste, conosciute, e di potersi così esprimere. Questo è il film, alla fine”. Così “E’ una storia che mi riguarda -dice il regista calabrese- riguarda luoghi in cui sono nato e vissuto, la Calabria, l’Aspromonte che in realtà è un paradiso, perché è il luogo dei nostri padri”.

Il film, una favola western ambientata negli anni Cinquanta, racconta la storia di Africo, un paesino arroccato nell’Aspromonte calabrese, dove una donna muore di parto perché il dottore non riesce ad arrivare in tempo dal momento che non esiste una strada di collegamento. Gli uomini, esasperati dallo stato di abbandono, vanno a protestare dal prefetto. Ottengono la promessa di un medico, ma nel frattempo, capeggiati da Peppe, decidono di unirsi e costruire loro stessi una strada. Tutti, compresi i bambini, abbandonano le occupazioni abituali per realizzare l’opera. Un western atipico sul sogno di cambiare il corso degli eventi grazie alla voglia di riscatto di un popolo.

“Quando ho cominciato a girarlo gli agganci con l’attualità non mi erano così chiari quanto adesso che ho finito – rivela Calopresti, che ha scelto come protagonisti, tra gli altri, Valeria Bruni Tedeschi, Marcello Fonte e Sergio Rubini – Il problema del sud è quello che ho voluto far emergere, la ricchezza prodotta dal sud che però va accolta e amata”. Ciò che può aiutare è la cultura, come spiega Marcello Fonte. “Il mio personaggio, chiamato U’ poeta, riesce ad uscire dalla povertà e dall’ignoranza grazie alla passione per il sapere”, racconta l’attore, anche lui di origine calabrese.


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