Vauro scrive a ‘Brasile’: “Incontriamoci” 

Pubblicato da in data 7 Novembre 2019

Vauro scrive a 'Brasile': Incontriamoci

(IPA/Fotogramma)

Pubblicato il: 08/11/2019 20:52

“Non ti chiamo Brasile ma Massimiliano che è il tuo nome”. Inizia così la lettera aperta che Vauro ha scritto al Brasile dopo il duro scontro avvenuto nel corso della trasmissione ‘Dritto e Rovescio’ condotta da Paolo Del Debbio. “Ti scrivo – si legge nella missiva pubblicata su Instagram – perché ci siamo trovati muso a muso con rabbia e con furore. Svastiche, effigi di Mussolini… tutto quello che ti sei tatuato sul corpo rappresenta per me (e non solo per me) orrore, schifo, disprezzo. Con tanta rabbia, certo, ma ti ho guardato negli occhi e oltre l’odio ho visto solitudine, rancore, disperazione e fragilità, sì proprio fragilità”.

Dunque il vignettista aggiunge: “Ho pensato a chi non sfoggia orridi tatuaggi ma si presenta in giacca e cravatta. Ho pensato a quanto sia comodo per loro che ci siano persone come te, per nasconderci dietro il loro cinismo, per scaricarle quando è opportuno e gridare al “pazzo fanatico” e coprire così le loro responsabilità. Sei un “nemico” ma un nemico facile “grosso, brutto e cattivo”. Sei lo spauracchio dei mostri veri, quelli che ti usano“.

Da qui l’appello: “Allora ti dico vediamoci. Potrai spaccarmi la faccia, la tua stazza te lo permette. O potremo parlare cenando assieme, così poi puzzeremo di vino tutti e due“, scrive Vauro riferendosi agli insulti del Brasiliano.

“Questa lettera è pubblica come lo è stato il nostro scontro. Ma il nostro incontro, se vorrai, sarà privato, senza telecamere né conduttori, io e te. Non è una sfida, è un invito”, conclude Vauro. “Ok accetto!! Dimmi dove e quando!!”, la risposta del Brasile dopo aver letto la lettera.

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Lettera aperta a Brasile. Non ti chiamo Brasile ma Massimiliano che è il tuo nome. Ti scrivo perché ci siamo trovati muso a muso con rabbia e con furore. Svastiche, effigi di Mussolini… tutto quello che ti sei tatuato sul corpo rappresenta per me (e non solo per me) orrore, schifo, disprezzo. Con tanta rabbia, certo, ma ti ho guardato negli occhi e oltre l’odio ho visto solitudine, rancore, disperazione e fragilità, sì proprio fragilità. Ho pensato a chi non sfoggia orridi tatuaggi ma si presenta in giacca e cravatta. Ho pensato a quanto sia comodo per loro che ci siano persone come te, per nasconderci dietro il loro cinismo, per scaricarle quando è opportuno e gridare al “pazzo fanatico” e coprire così le loro responsabilità. Sei un “nemico” ma un nemico facile “grosso, brutto e cattivo”. Sei lo spauracchio dei mostri veri, quelli che ti usano. Allora ti dico vediamoci. Potrai spaccarmi la faccia, la tua stazza te lo permette. O potremo parlare cenando assieme, così poi puzzeremo di vino tutti e due. Questa lettera è pubblica come lo è stato il nostro scontro. Ma il nostro incontro, se vorrai, sarà privato, senza telecamere né conduttori, io e te. Non è una sfida, è un invito. #Vauro . #drittoerovescio #antifascismo #fascismo #tv #rete4

Un post condiviso da Vauro (@vaurosenesi) in data: 8 Nov 2019 alle ore 8:09 PST


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