Crollo viadotto, cosa è successo 

Pubblicato da in data 24 Novembre 2019

Crollo viadotto, cosa è successo

Pubblicato il: 25/11/2019 16:23

“I primi dati disponibili ci fanno ritenere che il crollo di un tratto del viadotto sull’A6 è stato determinato da una frana di colata rapida di fango e detriti innescatasi nella parte alta del versante a causa, molto probabilmente, di ingenti quantitativi d’acqua provenienti da una strada presente nell’area di nicchia. Il materiale staccatosi si è successivamente incanalato nell’impluvio sottostante fino ad arrivare nella parte bassa dove ha impattato sulla struttura stradale determinandone il crollo”. Così Lorenzo Benedetto, consigliere e coordinatore della commissione difesa del suolo del Consiglio Nazionale dei Geologi.

“Dunque siamo di fronte all’ennesima dimostrazione – sottolinea – che la sicurezza dei ponti e dei viadotti va assicurata non soltanto monitorando il degrado dei materiali che li costituiscono, ma come sosteniamo da tempo vanno monitorati anche e soprattutto i rischi geologici a cui sono soggetti”.

“E’ stato aperto un procedimento a carico di ignoti. Abbiamo fatto alcuni sopralluoghi, per capire meglio i fatti ci vorrà tempo”, fa sapere il procuratore capo di Savona, Ubaldo Pelosi. Da quanto spiegato il viadotto non era mai stato attenzionato dalla procura. A chi chiedeva se si poteva prevenire o se si sia trattato di una tragica fatalità il procuratore ha replicato: “E’ impossibile dare una risposta. Saranno temi oggetto delle indagini”.

Non è mai successo niente, non ha mai dato nessun segnale di frana. Sono due giorni che piove ininterrottamente, il terreno non tiene più”. A spiegarlo all’Adnkronos sono Marco e Adolfo Saettone, padre e figlio, gestori della trattoria di famiglia Madonna del Monte, in cima alla collina che dà il nome anche al viadotto dell’autostrada A6. La loro è un’osteria storica, di storici residenti della zona: sulla collina, che dista poco più di 2 chilometri dal centro, da ieri si alternano i mezzi dei vigili del fuoco e le telecamere che da qui inquadrano quel che rimane del viadotto. “Siamo qui da 5 generazioni, me compreso – prosegue Marco – Dopo un mese di pioggia improvvisamente prima ci siamo accorti che era mancata la corrente. Poi abbiamo scoperto il perché: una frana si è portata via un pezzo di autostrada A6 che è qui alle nostre spalle”.

Dalle finestre del ristorante a destra si vede correre l’autostrada A10 Genova-Ventimiglia. A sinistra invece la carreggiata nord della A6. “Oggi la Liguria è un territorio molto difficile – continua il padre Adolfo – ma pensi che mia moglie è nata in questa casa e io sono venuto qua nel ’59: ai tempi mia suocera mi diceva che questa collina è la più sicura di tutta la Liguria. E adesso tutto insieme è franata, dopo tant’acqua: io non ho mai visto piovere così tanto”. Le cause le accerterà l’inchiesta ma in un anno quello di Savona è il secondo crollo che – pur in contesti diversi – colpisce i viadotti della Liguria, dopo il disastro del ponte Morandi. “Io sono passato il giorno prima del crollo con la famiglia, prima sotto poi sopra il Morandi – conclude Marco – La Liguria è più che fragile. Non è un problema solo ligure ma a carattere nazionale. Si rincorrono le emergenze? Si, e si fa quel che si può. Ma contro la natura è difficile combattere”.


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