Marco Baldini: “Mi manca Fiorello, con lui ero da Oscar” 

Pubblicato da in data 3 Dicembre 2019

Marco Baldini: Mi manca Fiorello, con lui ero da Oscar

Marco Baldini (Fotogramma)

Pubblicato il: 04/12/2019 14:37

“Ho capito subito che Fiorello era un fenomeno. Mi manca lavorare con lui? Certo, per me con lui era la notte degli Oscar. Ero all’apice della carriera e soprattutto ci divertivamo”. Marco Baldini ricorda così il lungo sodalizio con Fiorello. “Siamo due persone ormai anziane, di una certa età. Un tempo le nostre telefonate riguardavano le uscite serali, ora si parla di dolorini e prostata…”, dice a Vieni da me.

“Tra noi -dice- è scattata un’intesa immediata perché eravamo i due dell’ultimo banco. Io facevo tutto con lui, tranne mangiare i piselli di cui andava pazzo. Con lui facevo contemporaneamente radio e tv, con il pubblico presente. Gli andavamo tutti dietro… Fiorello non ha bisogno di una spalla, è bravissimo anche da solo. Lo ha dimostrato sempre”.

“Per la ludopatia ho perso affetti e forse anche l’opportunità di avere un figlio. Se avessi gestito la mia vita in modo diverso, forse non sarebbe finito il mio matrimonio. E forse non avrei perso amici”, aggiunge. “In tanti hanno provato ad aiutarmi, anche Fiorello con il lavoro. Ma in quel momento non era possibile capire. Linus mi ha prestato soldi, Magalli… Fabrizio Frizzi è stato una grandissima persona, aveva una grandissima umanità”.

“Ho buttato via cellulari per non ricevere le telefonate dei creditori. Avevo paura ad accendere il telefono, con tutti i messaggi di chi giustamente voleva i soldi che io avevo buttato via con la ludopatia”, prosegue.

“La ludopatia è una malattia, ti rendi conto di essere malato quando è già troppo tardi e vedi dietro una voragine. Io ero un vecchio ‘cavallaro’, giocavo anche a carte ma in maniera marginale. Ti rendi conto della follia quando vedi che i soldi piazzati su una corsa bastano per fare una settimana di spesa per una famiglia. Non è solo una questione di soldi, non si perdono solo i soldi: affetti, amicizie, talento, lavoro, tempo da dedicare a voi stessi”, afferma ancora. “Ho smesso di giocare nel 2009, se capita di giocare un euro al Superenalotto…”.


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